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07 novembre 2013

la Venezia che ho trovato

Dopo ben una settimana dal mio viaggetto a Venezia, arrivo a parlare dell'esperienza.
Prima cosa la mostra su Leonardo, inserita in alcune sale appositamente allestite ma comunque contigue alle restanti della Galleria dell'Accademia.
L'idea che mi ero fatto, cioè che fosse utile se non addirittura necessario prenotare l'orario di visita, si è rivelata del tutto infondata. L'orario scelto, subito dopo l'ora di pranzo, mi avrà anche fatto compiere la visita al Museo in un momento quasi morto ma all'uscita, verso le ore 16, non c'era quasi fila alla cassa per entrare.
Presentata, e a ragione, come la mostra che può essere visitata solo una volta in una generazione, ecco che forse quei disegni, in un allestimento museale organizzato dall'incompetente sottoscritto, sarebbe stati valorizzati a dismisura rispetto alla pochezza che quelle salette riuscivano a dare.
Già l'indicazione fuorviante all'inizio del percorso della Galleria sarebbe bastata a sollevare alquante perplessità. Per la Galleria di qua, per la mostra sui disegni di Leonardo di là. Solo che là ha significato arrivare nella terza saletta della mostra leonardesca per poi passare alla seconda e infine alla prima. Insomma, mi son visto i disegni compiendo il percorso al contrario.
Al primo passaggio poi ho letteralmente mancato, forse ci saranno state delle persone davanti - non so bene, l'Uomo Vitruviano. Dopo aver capito che quella era l'ultima saletta, anzi la prima (leggi sopra), son tornato indietro. Or bene mancava, proprio dove c'erano le opere più importanti, il riferimento numerico per l'audioguida. Ci sono arrivato lo stesso al numero, in fin dei conti se avevo fatto prima l'83 e poi l'82, incrociando le dita ho tentato l'81 ed è uscito sulla ruota di Venezia.
Per farla breve: i disegni hanno meritato a pieno la giornata, l'organizzazione dovrebbe rifondarsi ripartendo dalla scuola: a, b, c, 1, 2, 3.

Venezia l'ho ritrovata bella come speravo. Un po' di foto sono pubblicate qui. Molta gente, nonostante questo sia periodo di bassa stagione (o forse iniziava solo questa settimana per via del ponte del 1 novembre), ma non una massa informe che riempie qualsiasi anfratto.
E poi ad un tratto due sorprese. La bella è stata la vista di uno struggente tramonto in laguna, la brutta il trovare il Canal Grande quasi al buio guardandolo dal ponte degli Scalzi. In un attimo mi son ricordato di quando a 10 anni arrivai per la prima volta in laguna, e soprattutto di quella corsa in vaporetto da piazzale Roma fino a S. Zaccaria. Luci dai palazzi bellissimi, barche, motoscafi, gondole, un turbinio infinito. Stavolta niente di tutto questo: dai palazzi pochissime luci, in acqua poco movimento. Erano le ore 18, entrambe le volte. È stato un po' come seppellire una parte del proprio vissuto.
http://www.flickr.com/photos/sacherfire/10694304985/in/set-72157637197166335/lightbox/

29 luglio 2013

l'ennesimo volo

Ripensando al concerto di sabato sera dei Sigur Rós, ho notato come, nel volgere di un anno o poco più dalla pubblicazione dell'album Valtari, ne sia rimasto solo un brano nella loro setlist. Hanno eseguito Varúð, peraltro molto bene, e poi basta. Non so quanto questa scelta dipenda dall'uscita dal gruppo del pianista Kjartan, forse l'anima più forte di certe atmosfere artiche. Ne scrivo perché ricordo che neanche un anno fa dissi che Valtari lo consideravo alla stregua di un capolavoro. Giuro sulle vostre teste, cari sacherlettori, che mi impegnerò a non dire più una cosa del genere.
Qui trovate il video dell'esecuzione di sabato scorso di Glósóli, altro capolavoro. Farsi trasportare dall'epico crescendo fino a sublimare nel volo dei bambini farebbe di tutti noi delle persone migliori. Godetevelo nonostante le boiate che scrivo.

28 luglio 2013

gli elfi son tornati, e sono più cattivi che mai

Bellissimo concerto dei Sigur Rós ieri sera a Lucca. Forse dovrei scrivere bellissimo e solito concerto, ma in realtà già durante ho notato delle differenze con altri loro spettacoli, eh sì che nel giro di neanche un anno era la terza volta che li vedevo dal vivo.
Hanno trovato un amalgama tra canzoni vecchie e nuove decisamente equilibrato, e inserito nel punto giusto della setlist quelle nuove.
Gli elfi si sono incattiviti.


All'ascolto di Kveikur, col mio solito video dalla qualità pessima, all'inizio del brano, quando mi son chiesto se fosse il caso di riprenderlo con quasi due minuti abbondanti di ritardo, ho capito che stavano facendo un grande pezzo live. E mi è subito balzata in mente l'idea che potevano benissimo mettere quella canzone in fondo ai loro concerti a sostituire Popplagið che resta pur sempre un capolavoro della musica live ma che se ne variassero la posizione nella setlist nessuno potrebbe scandalizzarsene.
Povero SacherFire, quanto poco mondo ho visto. Ogni tanto la mia ingenuità fa passare come accettabile qualche concetto pensato per soli pochi secondi.
La più devastante, spietata, grandiosa esecuzione di Popplagið che abbia mai sentito, comprendendo ovviamente i tanti video sparsi su internet dei loro concerti. No, non c'è confronto, che chiudano pure tutti i loro concerti con questa roba che forse viene da un altro mondo ma che sicuramente surclassa qualsiasi cosa riescano a fare, e bene, live. Popplagið, Lucca 2013, migliore versione live ever.

12 luglio 2013

che a pensarci bene, a Telethon, gli dono altri soldi

Articolo odierno su Le Scienze dal titolo "Telethon e Stamina, OGM e lattecontaminato. Il senso dell’Italia per la scienza". Da leggere per rimettersi in pace con l'intelletto e anche col buon senso. Un grazie all'estensore dell'articolo, Marco Cattaneo.
E ora mi sa proprio che torno a donare qualcosa a Telethon, che forse, per quanto misere siano mai state le mie elargizioni, con quei soldi ha sempre saputo cosa farci.

27 marzo 2013

What's my name? Mark Chapman!

Ho letto solo stasera questo tweet di Yoko Ono della scorsa settimana. In supporto, immagino, alla campagna del Presidente Obama sulla limitazione della vendita delle armi.
Inaspettato è riemerso in me il ricordo di un discorso, quasi un grido, fatto da Bono durante il concerto di Torino del luglio 2001. Un discorso fatto durante la canzone Bullet the blue sky.
Uno stralcio, preso dal testo che mi scrissi dodici anni fa, errori di comprensione inclusi:

Hey John Lennon war is over,
we don't need your help
America is making a war on itself
War is over, we don't need your help
America is making a war on itself
676 thousands will go down
with the bullets, in the streets
of America in the next 20 years, 20 years, 20 years
John Lennon, you're the first.

E poi quella rabbia finale, quel gridare ossessivamente il nome di Mark Chapman. Da allora quel grido di Bono è qui, dentro la mia testa, o forse è parte di me.
Di seguito potrete vedere il video col discorso di Bono (dal min. 5'58"). Immagini prese dal vcd che fu creato all'epoca, quando i newsgroup esistevano e si rendevano utili, e in qualche caso indispensabili.

18 novembre 2012

attenti: i gay sposeranno le vostre ragazze

Diciamo che le cose che dicono, per come le ho comprese -chiaro-, sono plausibili. Se hai ha che fare con persone che ragionano solo tramite stereotipi, possono capire veramente se parli il loro linguaggio.

14 settembre 2012

se dopo 12 giorni torna già la voglia

Son passati 12 giorni dal concerto dei Sigur Rós a cui ho assistito a Villafranca di Verona. Pochi giorni fa sul loro sito hanno pubblicato un elenco di prossime date del loro tour tra febbraio e marzo. Ieri l'altro c'era il link per la prevendita dei biglietti ma ho titubato visto che, prima di leggere qualsiasi informazione sull'acquisto, chiedevano un po' di dati anagrafici. Stasera mi sono accorto che da oggi è iniziata la vendita vera e propria.
Nel giro di cinque minuti ho acquistato due biglietti per la data del 19 febbraio a Milano.
Non so da quale sindrome io sia affetto ma di certo è qualcosa che obnubila la mente. Però mi tiro su dicendomi che divento felice con poco. Evviva.
Si inizia di nuovo: chi vuol venire?

10 settembre 2012

abbonamento ai Sigur Rós

Ma come, sono reduce dal bel concerto di soli 8 giorni fa a Villafranca di Verona, gustato in compagnia dell'autoctono John, e scrivo solamente bello perché non c'era Kjartan, il pianista, cioè l'unico tra loro che ufficialmente ha studiato musica, e questi mi ripubblicano un altro elenco di date per febbraio prossimo?
Ma allora ditelo, devo fare l'abbonamento ai Sigur Rós? Sul sito ufficiale non c'è l'apposito link per gli sconti agli aficionados, mi sa che al solito dovrò arrangiarmi.
Lunedì 18 febbraio a Jesolo oppure Martedì 19 febbraio al Forum di Assago? Il dubbio mi sta lacerando anche se forse tornerà più comoda la seconda data.
Prenderò 2 biglietti (almeno). Iscrizioni ai sachelettori aperte.

23 agosto 2012

what a diamond

Da ieri su youtube sto guardando video di gente, per lo più ammerregana, che fa proposte di matrimonio.
La quasi totalità sono proposte accettate, anche se qualcuno, immagino devoto alla verità a tutti i costi, si è divertito a caricare anche quelli con impressionanti rifiuti, quali ciaffoni dati, incazzature varie, ché l'ammmore mica tutti sono in grado di coglierlo quando passa.
Nel mentre vi riprendete dalla notizia sulle mie visioni internettiane, scrivo qui il seguito del post, teso più che altro all'analisi delle reazioni umane in queste situazioni.
A parte le reazioni delle spose, alcune molto sincere e toccanti, altre prese -ma si sa, ah signora mia, come son fatti questi americani- da isterismo saltellante, quasi tutte che lacrimano come una madonna, molte che fanno le scimmie urlanti, quello che mi colpisce sono gli altri.
Gli altri, quelli che son lì solo di contorno, anche se la situazione creata per l'evento ha visto il loro aiuto, supporto, sostegno. Alcuni di questi altri attendono solo qualche istante e vanno addirittura a rompere l'abbraccio e il bacio dei futuri sposi, manco stessero per sposarsi loro. Molti di questi altri urlano, o meglio ululano a perdifiato che non so come facciano le loro povere corde vocali. Ci sono poi alcune donne, sempre facenti parti di questi altri, che sono interessate solo all'anello, e urlano solo per quello, manco fosse l'Unico, e lo soppesano neanche tanto velatamente, il mio aveva più carati del tuo gne gne gne, continua a piangere così te lo valuto meglio senza che tu te ne accorga.
Passando agli uomini, che qui volevo arrivare, devo dire che si conferma la teoria: quelli più carini sono anche quelli che organizzano le occasioni più belle per fare la proposta. Giusta dose di semplicità, ironia, emozione. Il loro essere strafighi ai miei occhi è da escludere ovviamente dai miei metri di giudizio.
Curiosa l'assenza di fantasia tra chi è un poliziotto o ha chiesto aiuto ad amici poliziotti: tutti immancabilmente simulano un fermo mentre sono alla guida, con l'eventuale aggiunta di un inizio di arresto. Anche qui, qualche manzo sarebbe perdonabile, i cessi no.
Alla fine di tutto arriva il momento dell'introspezione. Che sia arrivato il momento che qualcuno mi si proponga? Che sia giunto il momento che mi richiamino al lavoro prima della fine delle ferie? Che sia troppo caldo e umido in questi giorni?
Nel dubbio informo la gentile pletora dei sacherlettori che no, la piazzata su un palco davanti a centinaia di sconosciuti no, nessuno si deve permettere di pensarla adatta a me. Sempre che non ci sia anche Bono a cantare e a far da cupido, è chiaro.

25 giugno 2012

un rullo d'arte, e qualcosa in più

Dopo attento ascolto, miei cari sacherlettori, il blog qui presente esprime il più profondo e sentito ringraziamento ai Sigur Rós per aver creato un bellissimo nuovo album, Valtari.
, o Fjögur píanó hanno passaggi talmente toccanti da intravedere altro oltre alla musica. Non per niente hanno due video ufficiali molto particolari, per chi apprezza l'arte visiva è sicuramente qualche minuto ben speso. Il curioso video di Ég anda vi darà, se già non le conoscevate, informazioni utili sulla manovra di Heimlich, e non mi chiedete perché, è già tanto se con google translate trovo dei mezzi significati ai loro titoli. La prima versione del 2011, allora chiamata col curioso nome di Luppulagio, la preferivo all'appena pubblicata Varðeldur per un suono nettamente più pulito, ma tant'è, me ne farò una ragione.
Ci sono però due pezzi, Varúð e Dauðalogn, ai quali non posso pensare se non che sia arte allo stato puro. Il primo è già accompagnato da un bel video, il secondo -che per ora linko solo per l'ascolto- spero vivamente sia il prossimo video che pubblicheranno, così dice il sito ufficiale, col 2 di luglio.
Ecco, questi due pezzi sono per me, se riesco ad esprimermi, la sublimazione nella bellezza della parola vulnerabile. Una delle condizioni migliori per mettersi all'ascolto della loro musica.
Sappiate che mi son preso l'ennesima, stupenda, maglietta.
Scrivo cose del genere e non ho ancora comprato il biglietto per il concerto di Villafranca di Verona di domenica 2 settembre.

13 aprile 2012

e neanche una volta la famosa canzoncina

Esprimo la mia meraviglia. Nel corso dell'intera giornata di ieri nessuno, ma proprio nessuno, mi ha fatto la classica battuta. Non so se esserne preoccupato o se rallegrarmi per la serietà dimostrata.
E ora, sfatando l'alone di saggezza e serietà che permea da sempre la mia modesta persona, la canzoncina ve la propino io. Seguitene il testo e dondolatevi.




Nella cantina di un palazzone
tutti i gattini senza padrone
organizzarono una riunione
per precisare la situazione.

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Loro chiedevano a tutti i bambini,
che sono amici di tutti i gattini,
un pasto al giorno e all'occasione,
poter dormire sulle poltrone!

Quarantaquattro gatti,
in fila per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Naturalmente tutti i bambini
tutte le code potevan tirare
ogni momento e a loro piacere,
con tutti quanti giocherellare.

Quarantaquattro gatti,
in fila  per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila  per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila  per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila  per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

Quando alla fine della riunione
fu definita la situazione
andò in giardino tutto il plotone
di quei gattini senza padrone.

Quarantaquattro gatti,
in fila  per sei col resto di due,
si unirono compatti,
in fila  per sei col resto di due,
coi baffi allineati,
in fila  per sei col resto di due,
le code attorcigliate,
in fila  per sei col resto di due.

Sei per sette quarantadue,
più due quarantaquattro!

25 marzo 2012

funzionari pubblici italiani

Riprendo questo post di Winckelmann e lo diffondo anche qui.
La soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Venezia e laguna, architetto Renata Codello in un video di qualche anno fa, da guardare fino in fondo.

09 marzo 2012

25 anni

Nozze d'argento per The Joshua Tree, pubblicato il 9 marzo 1987.

04 marzo 2012

tanti auguri a

È il suo compleanno, e mi pare appropriato fargli gli auguri anche a mo' di ringraziamento per tutto. Ciao Lucio.

05 febbraio 2012

saluti dalla tundra

Vi saluto dalla tundra, la nuova entusiasmante feature climatica che Livorno s'è voluta dare per questo inizio 2012. Dopo ben cinque giorni c'è ancora neve per le strade, o meglio ghiaccio. Ghiaccio pure sui tetti, in attesa che le temperature si alzino di quel poco per iniziare a sciogliersi magari cadendo in testa a qualcuno.
Ma su tutto è il freddo. Temperature continuamente sotto zero qui non me le ricordavo. E la settimana entrante continuerà così, previsti pure degli sprazzi di neve, again. E io continuerò ad andare in ufficio a piedi, perché di prendere la bicicletta non se ne parla proprio.
Un bel video di Marcella Ferretti, ripreso durante la nevicata in più zone della città.

30 dicembre 2011

non fate gli stolti, che vi garba

Dalla disponibilità di Franz che tramite friendfeed ha caricato sul suo dropbox dei bellissimi files, è scaturito sul social preferito un velato interesse. Per cui, approfittando dell'odierna segnalazione di Astridula e per fini di pubblica utilità, vi linko una pagina dalla quale potrete scaricare le registrazioni di alcune pieces (si scrive così?) di Paolo Poli.
Da non perdere, per finire l'anno ed iniziare quello nuovo in bellezza.

03 dicembre 2011

it's time - in Australia

In Australia pongono così la questione: non potersi sposare è una discriminazione per le persone gay. Mi sono accorto di averlo linkato da svariate parti ma non qui sul blog. Rimedio seppur in ritardo.


Da un commento al video: "The Supreme Court of the United States has already ruled on fourteen separate occasions that civil marriage is "a fundamental right of all citizens". Convicted murderers in prison for life have a constitutionally protected right to marriage. Britney Spears can get married and divorced in three days. Drunken strangers can get married by a guy in an Elvis costume in Las Vegas. If these people can, surely a gay couple who have been together for 30 years raising a family should be able to."

E non dico nulla su quale conosco di questi casi citati :D

18 novembre 2011

AB


L'impressione dei primi venti secondi di ascolto me la ricorderò per sempre: un brivido freddo lungo la schiena ed il timore che al mio nuovissimo impianto Technics fosse successo qualcosa, le casse distorcevano il suono, e non mi pareva possibile.
Poi mi accorsi che no, iniziava proprio così, la musica era proprio registrata così. Ma che album avevano fatto questi?
Lo comprai per Until. Per il resto non ne sapevo nulla. Solo che Until era, è la n° 4. E già tra EBTTRT e One fui sopraffatto dalla gioia. E quando arrivai a The Fly, MW e a UV ero già in orbita. E con Acrobat e LIB conclusi in qualche nuovo anfratto della mia mente e del mio cuore l'ennesimo viaggio che questi quattro dublinesi mi avevano già fatto fare molte altre volte.
L'uomo e l'amore espressi in tante forme e con tante sfumature, coi loro punti di forza e con le loro più numerose debolezze.
20 anni dall'uscita di Achtung Baby. E io, che all'epoca corsi a comprarmi il mio secondo cd di sempre, che mi sa che non comprerò la stronz edition rimasterizzata. Almeno la cialtronaggine è restata la stessa.


02 ottobre 2011

l'Italia è uno strano paese

Mi fa specie quando scopro in un libro un pensiero che pensavo mio. Mi vengono dubbi se forse non sia stato influenzato in qualche modo in passato e che sia andato nel tempo a ripetere come un pappagallo una frase pensato fino ad allora come originale.
Ho terminato da pochi minuti Il sistema periodico di Primo Levi. Di una bellezza e uno stile unici. Lieve alla lettura, profondo nei pensieri e nei ricordi che lascia.
E poi quella frase, sul racconto dell'oro. Scritta nello stesso contesto in cui l'ho da sempre usata anch'io, cosa che mi ha del tutto spiazzato.
Immagino sempre una donna, vestita esageratamente elegante, che si presenta a me e chiede di essere annunciata ai piani alti dove, a sentir lei, è attesa. Al mio mi dice il suo nome signora, un breve ma intenso irrigidimento ed un tagliente dottoressa. Al che, al contrario dei miei usi pubblici, sorge in me la considerazione sa, l'Italia è un paese strano, si dà della signora ad una donna e qualcuna se ne risente; l'Italia è proprio un paese strano. Sottolineando con un tono che non ammette repliche la seconda ripetizione. Il finale beffardo, venga dottoressa l'accompagno, fa da spartiacque alla scelta di convenienza tra l'urgenza della riunione e la volontà di mettere inutilmente i puntini sulle i. Nel secondo caso si scende fino al portone d'ingresso.
Ecco dove sta la differenza che, in un certo qual modo, mi rinfranca un po'. Io, al contrario di Primo Levi, metto prima il sostantivo e poi l'aggettivo.

21 settembre 2011

a volte mi sentivo sulla luna


Un grazie è semplicemente doveroso a chi saluta con un "To anyone who ever felt touched by our music, our deepest thanks for listening."