Annuncio ai lettori e ai lurkatori (che la smettessero e commentassero qlcs ;-PP) che sto preparando il post sulla Sacher. Per ora è solo in bozza, ma piano piano sta prendendo forma. Non sarà la ricetta, non posso entrare in contraddizione col post del 28 maggio, ma un componimento ispirato dalle sensazioni che suscita.
19 giugno 2005
17 giugno 2005
sotto il tavolo
Appena reduce da una riunione di lavoro presso un partner della società per cui lavoro con il famoso ing. (vedi apposito link al post) che a un certo punto se ne esce con: "noi facciamo anche degli sbagli, a parte questo qui (io, ndr) che è il migliore del mondo"!!!!!! Segue pacca sulla spalla.
Sparire sotto il tavolo sarebbe stato troppo poco, che vergogna!!!! Non so neanche di quale colore sono diventato!!
Considerazioni finali:
- di sicuro lui come motivatore è veramente una ciofeca ;-);
- di sicuro poteva andare peggio;
- avrei preferito un bel: allora, ti va di tr.... :-PPPP;
- sono veramente incontentabile!
16 giugno 2005
Escher, mon amour
Fino a pochi giorni fa google non mi dava nessun sito significativo su Escher; stasera mi è venuta voglia di fare la ricerca con virgilio e....... et voilà: Escher in tutte le salse, che goduria il sito ufficiale!! :-)
Il suo lavoro che ho da sempre apprezzato di più è questo:
Ho anche il puzzle già finito, lo devo solo appendere..... decisione difficile è il dove.
Potrebbe essere una rappresentazione dell'amore, no? Per me lo è ^___^. Un bacio a chi lo apprezza :-*
la ricerca dello sguardo
Che devo dire, a volte sembra quasi impossibile poter trovare qualcuno da amare. Altre volte ci si va vicini, ma mai abbastanza. A volte, poche per quanto mi riguarda, non ci si pensa proprio; si vivacchia nella routine quotidiana e dopo giorni o settimane ti accorgi che non hai dato punta attenzione alle esigenze del tuo cuore.
Non capisco se sto perdendo del tempo in ricerche del tutto sterili o se proprio non mi riesce trovare il bimbo giusto -per i non usi alla madre lingua, bimbo sta per uomo, ragazzo; non importa se sia più grande o più piccolo d'età-. E sì che non mi pare di avere esigenze particolari, sono arrivato ad infatuarmi (almeno questo:-) ) dei tipi più diversi, fisicamente e caratterialmente parlando. Scintille scoccate, ben poche :-(. Difficilmente provo, a distanza di tempo, del rancore nei confronti dei, pochi, ex. Tendo a conservare i ricordi più piacevoli, rispetto magari alle conclusioni delle brevi storie; checché ne dica l'amico pisano ;-), secondo il quale dovrei chiudere questi capitoli definitivamente (ma io non riesco a resettare del tutto la memoria, soprattutto per le cose belle -almeno quelle me le voglio tenere ^___^).
Avevo pensato di fare, come già qualcuno, appelli, concorsi e cose simili ;-), ma credo proprio dovrò sospendere per un po' quest'idea. Con la fortuna che ho in queste faccende troverei l'effetto "referendum" ad aspettarmi: nessun potenziale candidato ^____^ (magari neanche un ingegnere, eh eh eh).
Io però insisto nella ricerca dello sguardo in cui perdermi, sguardo da pochi attimi o da molti minuti, basta trovare quell'intesa piena di tenerezza, di desiderio d'amore.
13 giugno 2005
Il buio della ragione
Il buio della ragione intitolo questo post. Non mi viene in mente altro titolo. Il buio sulla ragione, sulla libertà di scelta che c'era su tematiche troppo importanti per poter essere spazzate via da un “non mi interessa”, o ancora peggio da un “questioni troppo difficili per me”. Già perché come si vuole girare la questione che il 74% dell'elettorato non sia andato a votare significa che il disinteresse, per alcuni, e il calcolo opportunistico, per i più, non hanno la maggioranza ma il completo controllo. Questo io lo chiamo “buio”.
Mi sarei aspettato un'affluenza non sufficiente per il quorum, ma mai un dato così basso: 26 %.... ci sarebbe da piangere, a pensare solo a cosa è stato fatto, di male, contro il valore democratico che ha il referendum. Contro il senso di partecipazione democratica che deve essere uno dei pilastri di una nazione che si vuole chiamare democratica. Sarà l'amarezza, il fatto è che in situazioni come queste viene da chiedermi seriamente se so in che paese vivo, o se forse non do troppo peso a valori che non sono affatto condivisi dagli altri.
Mi viene da sorridere amaramente a pensare a quelli che per puro calcolo non sono andati a votare, tanto poi il parlamento (p minuscola stavolta) correggerà la legge. E sono tanti che la pensano così, aumentando se possibile il buio della ragione. Come se un parlamento che ha approvato una tale legge possa, con le stesse persone poi, apportare significative correzioni, ma per favore!!!
Significative limitazioni alla libertà di scelta direi piuttosto. È solo un esempio, il 3° quesito interveniva su quella “novità” chiamata personalità giuridica dell'embrione... altro che all'incostituzionalità della 194 siamo arrivati. Anche un discorso di aborto terapeutico ne sarà necessariamente interessato. Chi non è andato a votare si è anche rifiutato -rifiuto all'ascolto, altro grande "buio"- in buona parte di ascoltare le ragioni di chi lanciava questi allarmi.
Allarmismo, ormai per farsi ascoltare non basta neanche quello, troppo abituati a stare dietro alle urla e agli schiamazzi quotidiani. In fin dei conti il buio della ragione parte anche da questa incapacità sempre più diffusa al confronto delle idee, e all'incapacità a lottare anche per idee contrarie alle proprie ma che devono, se ci si vuole considerare democratici, avere il rispetto di tutti.
Che sto dicendo: rispetto, democrazia, confronto.... oggi ha vinto l'indifferenza, il fatto che i valori su cui si basa una nazione sono decisi a maggioranza e chi non li condivide s'adegui... alla faccia della democrazia, dove i valori sono comprensivi delle varie ragioni, delle varie sensibilità.
Oggi sono triste. Queste erano le mie ragioni; hanno perso, ho perso.
Mi sarei aspettato un'affluenza non sufficiente per il quorum, ma mai un dato così basso: 26 %.... ci sarebbe da piangere, a pensare solo a cosa è stato fatto, di male, contro il valore democratico che ha il referendum. Contro il senso di partecipazione democratica che deve essere uno dei pilastri di una nazione che si vuole chiamare democratica. Sarà l'amarezza, il fatto è che in situazioni come queste viene da chiedermi seriamente se so in che paese vivo, o se forse non do troppo peso a valori che non sono affatto condivisi dagli altri.
Mi viene da sorridere amaramente a pensare a quelli che per puro calcolo non sono andati a votare, tanto poi il parlamento (p minuscola stavolta) correggerà la legge. E sono tanti che la pensano così, aumentando se possibile il buio della ragione. Come se un parlamento che ha approvato una tale legge possa, con le stesse persone poi, apportare significative correzioni, ma per favore!!!
Significative limitazioni alla libertà di scelta direi piuttosto. È solo un esempio, il 3° quesito interveniva su quella “novità” chiamata personalità giuridica dell'embrione... altro che all'incostituzionalità della 194 siamo arrivati. Anche un discorso di aborto terapeutico ne sarà necessariamente interessato. Chi non è andato a votare si è anche rifiutato -rifiuto all'ascolto, altro grande "buio"- in buona parte di ascoltare le ragioni di chi lanciava questi allarmi.
Allarmismo, ormai per farsi ascoltare non basta neanche quello, troppo abituati a stare dietro alle urla e agli schiamazzi quotidiani. In fin dei conti il buio della ragione parte anche da questa incapacità sempre più diffusa al confronto delle idee, e all'incapacità a lottare anche per idee contrarie alle proprie ma che devono, se ci si vuole considerare democratici, avere il rispetto di tutti.
Che sto dicendo: rispetto, democrazia, confronto.... oggi ha vinto l'indifferenza, il fatto che i valori su cui si basa una nazione sono decisi a maggioranza e chi non li condivide s'adegui... alla faccia della democrazia, dove i valori sono comprensivi delle varie ragioni, delle varie sensibilità.
Oggi sono triste. Queste erano le mie ragioni; hanno perso, ho perso.
12 giugno 2005
una domenica di giugno
Un po’ di considerazioni sparse, oggi mi prende così.
La giornata non promette niente di buono, vento e nuvole. Forse non ci sarà neanche la scusa del mare oggi :-).
Sono andato a votare come mi capita quasi sempre abbastanza presto, alle 10; al contrario del solito lungo la strada che conduce al seggio non c’era nessuno… cosa alquanto indicativa ho pensato. Il problema è che se succede a Livorno nel resto d’Italia quanto disinteresse ci potrà mai essere? Entro nel seggio, noto che prima di me hanno votato circa una ventina di uomini. Diciamo che non si inizia col passo giusto. Aspetterò i dati dell’affluenza.
Capito che oggi non vado al mare, dopo una settimana che aspettavo :-(, che fare? Oggi mi impongo di volermi bene: da mangiare penne, panna e salmone seguite da fragole (ah che bello, quest’anno ho fatto veramente l’ingordo) con limone, vino e zucchero. E stasera mi faccio la pizza, toh!! Altro mio piatto forte, non ai livelli della Sacher ma me la cavo ;-).
Devo riprendere, dopo settimane di stop, il puzzle. Ho ancora troppe pareti libere in casa, devo finirlo, così con gli altri due già finiti ma non ancora appesi potrò approntare la parete dedicata a Escher. Mi viene in mente che non ho ancora trovato su internet un sito dedicato a M. C. Escher, possibile?
Ore 13, televideo dà i risultati parziali dell’affluenza. Un disastro: alle 12 siamo nemmeno al 5%. Vuoi vedere che la giornata da dedicare a me va a finire a schifio?? No, per oggi no. Mi farò prendere da sconforti di portata universale domani. Oggi voglio pensare in positivo, per me e anche per tutti quelli che sono nei miei pensieri, amici, conoscenti, da molto o da poco tempo, vicini e lontani. Ma sì, un tocco di velata malinconia ci può stare. Un bacio :-*.
La giornata non promette niente di buono, vento e nuvole. Forse non ci sarà neanche la scusa del mare oggi :-).
Sono andato a votare come mi capita quasi sempre abbastanza presto, alle 10; al contrario del solito lungo la strada che conduce al seggio non c’era nessuno… cosa alquanto indicativa ho pensato. Il problema è che se succede a Livorno nel resto d’Italia quanto disinteresse ci potrà mai essere? Entro nel seggio, noto che prima di me hanno votato circa una ventina di uomini. Diciamo che non si inizia col passo giusto. Aspetterò i dati dell’affluenza.
Capito che oggi non vado al mare, dopo una settimana che aspettavo :-(, che fare? Oggi mi impongo di volermi bene: da mangiare penne, panna e salmone seguite da fragole (ah che bello, quest’anno ho fatto veramente l’ingordo) con limone, vino e zucchero. E stasera mi faccio la pizza, toh!! Altro mio piatto forte, non ai livelli della Sacher ma me la cavo ;-).
Devo riprendere, dopo settimane di stop, il puzzle. Ho ancora troppe pareti libere in casa, devo finirlo, così con gli altri due già finiti ma non ancora appesi potrò approntare la parete dedicata a Escher. Mi viene in mente che non ho ancora trovato su internet un sito dedicato a M. C. Escher, possibile?
Ore 13, televideo dà i risultati parziali dell’affluenza. Un disastro: alle 12 siamo nemmeno al 5%. Vuoi vedere che la giornata da dedicare a me va a finire a schifio?? No, per oggi no. Mi farò prendere da sconforti di portata universale domani. Oggi voglio pensare in positivo, per me e anche per tutti quelli che sono nei miei pensieri, amici, conoscenti, da molto o da poco tempo, vicini e lontani. Ma sì, un tocco di velata malinconia ci può stare. Un bacio :-*.
11 giugno 2005
leggere
In attesa dei Referendum, delle notizie sull'affluenza ecc... posto questa cosa letta su un poster in casa di miei amici. Della serie: come rimanere affascinati davanti a pensieri che vorremmo aver scritto noi.
Non riesco a saziarmi di libri.
E sì che ne posseggo un numero
probabilmente superiore al necessario;
ma succede anche coi libri come
con le altre cose: la fortuna nel cercarli
è sprone a una maggiore avidità
di possederne. Anzi coi libri si verifica
un fatto singolarissimo: l’oro, l’argento,
i gioielli, la ricca veste, il palazzo
di marmo, il bel podere, i dipinti,
il destriero dall’elegante bardatura,
e le altre cose del genere, recano con sé
un godimento inerte e superficiale;
i libri ci danno un diletto che va
in profondità, discorrono con noi,
ci consigliano e si legano a noi con una
sorta di famigliarità attiva e penetrante.
Da una lettera di Francesco Petrarca a Giovanni Anchiseo
10 giugno 2005
altre opinioni
I ritorni a casa. La sera verso le 19,30 quando arrivo in genere sono stanco. Se trovo qualcosa nella posta difficile la legga subito. Stasera ho trovato il giornalino parrocchiale; lo stavo per cestinare direttamente, ma mi è venuto in mente che forse qualcosa di interessante la potevo trovare. E infatti, quale occasione per il Referendum visto da un’altra prospettiva. Ecco cosa ho trovato scritto da parte di chi, badare bene, è da ritenersi tra i più aperti e progressisti sacerdoti di Livorno. In effetti a ben leggere qualche punto è veramente da sottolineare, anche in positivo. E ci sono anche delle belle contraddizioni. Riporto fedelmente, anche la formattazione del testo. A chi vorrà lascio i commenti.
Carissimi, è difficile parlare della partecipazione ai Referendum abrogativi della Legge che stabilisce le “Norme per la procreazione medicalmente assistita”? Sì, perché, da quel che si sente, sembra che il cristiano debba costruirsi una personalità a mosaico, in Chiesa dichiarare atteggiamenti richiesti dalla fede e nella Società, nel mondo… vivere atteggiamenti ad essi contraddittori. Invece non si tratta di sdoppiamento di personalità; ma di laicità, della triplice laicità della Chiesa. Il cristiano come laico, cioè come membro della chiesa, ha il compito di credere, vivere ed annunziare il Vangelo, tutto il Vangelo, senza edulcorazioni… E il cristiano come cittadino è un laico, cioè uno che non impone nella Società alcuna convinzione col potere, ma solo ricerca con tutti i mezzi il bene comune e la difesa dei più deboli. La terza dimensione della laicità è quella di operare nella Società, per costruire il bene comune, con i mezzi della Società.
Dunque non mi interessa chi vincerà ai 4 Referendum: sono impegnato a illuminare le coscienze, ad evangelizzare la vita e la sua trasmissione…
Dunque mi interessa che ci sia una Legge che regola nella Società le varie pratiche di assistenza alla trasmissione della vita affinché rispettino i valori umani e la dignità della persona umana fin dai suoi primi momenti di vita.
Mi interessa partecipare ai Referendum con uno dei modi previsti dalla Costituzione: dire SI, dire NO o astenersi, dal momento che un gruppo di cittadini ha chiesto l’abrogazione di questa legge, come da diritto costituzionale, per mezzo di un Referendum. Io mi asterrò perché desidero che questa Legge possa essere migliorata dal Parlamento, anche tenendo conto delle discussioni serene, non degli slogans propagandistici, che sono state fatte durante questi ultimi mesi. Però mi piacerebbe andare al Seggio a dichiarare la mia astensione, per rispetto di chi ha chiesto il Referendum, come momento di dialogo e perché non voglio essere considerato come uno che non risponde perché non gli interessa. Mi interessa. Però la legge elettorale non prevede questa dichiarazione. Anzi potrebbe essere interpretata come propaganda al Seggio, proibita dalla stessa legge. Ed anche l’osservanza della Legge elettorale mi interessa. Il dialogo poi c’è stato nei due incontri comunitari ed il dialogo deve continuare. Anche questo mi interessa.
Carissimi, è difficile parlare della partecipazione ai Referendum abrogativi della Legge che stabilisce le “Norme per la procreazione medicalmente assistita”? Sì, perché, da quel che si sente, sembra che il cristiano debba costruirsi una personalità a mosaico, in Chiesa dichiarare atteggiamenti richiesti dalla fede e nella Società, nel mondo… vivere atteggiamenti ad essi contraddittori. Invece non si tratta di sdoppiamento di personalità; ma di laicità, della triplice laicità della Chiesa. Il cristiano come laico, cioè come membro della chiesa, ha il compito di credere, vivere ed annunziare il Vangelo, tutto il Vangelo, senza edulcorazioni… E il cristiano come cittadino è un laico, cioè uno che non impone nella Società alcuna convinzione col potere, ma solo ricerca con tutti i mezzi il bene comune e la difesa dei più deboli. La terza dimensione della laicità è quella di operare nella Società, per costruire il bene comune, con i mezzi della Società.
Dunque non mi interessa chi vincerà ai 4 Referendum: sono impegnato a illuminare le coscienze, ad evangelizzare la vita e la sua trasmissione…
Dunque mi interessa che ci sia una Legge che regola nella Società le varie pratiche di assistenza alla trasmissione della vita affinché rispettino i valori umani e la dignità della persona umana fin dai suoi primi momenti di vita.
Mi interessa partecipare ai Referendum con uno dei modi previsti dalla Costituzione: dire SI, dire NO o astenersi, dal momento che un gruppo di cittadini ha chiesto l’abrogazione di questa legge, come da diritto costituzionale, per mezzo di un Referendum. Io mi asterrò perché desidero che questa Legge possa essere migliorata dal Parlamento, anche tenendo conto delle discussioni serene, non degli slogans propagandistici, che sono state fatte durante questi ultimi mesi. Però mi piacerebbe andare al Seggio a dichiarare la mia astensione, per rispetto di chi ha chiesto il Referendum, come momento di dialogo e perché non voglio essere considerato come uno che non risponde perché non gli interessa. Mi interessa. Però la legge elettorale non prevede questa dichiarazione. Anzi potrebbe essere interpretata come propaganda al Seggio, proibita dalla stessa legge. Ed anche l’osservanza della Legge elettorale mi interessa. Il dialogo poi c’è stato nei due incontri comunitari ed il dialogo deve continuare. Anche questo mi interessa.
09 giugno 2005
divagazioni meteo
non che stia bene col caldo torrido, ma oggi qui a Livorno ci sono 15°... ovvio che chi, come me, va al lavoro in bici, vestito come se ce ne fossero 30° si trovi un attimo intirizzito ;-)). Che arietta quando andavo dai bimbi in porto stamani, e non c'era neanche quello carino :-(, quanto fiato sprecato. Verso pranzo pure la pioggia sferzante. E io sempre con la mia divisa da mare.... che poi è sempre la stessa, sia che resti a casa, sia che vada al lavoro, sia che vada fuori, sia che vada al Pride, sia che.... lo so, sono fortunato!!! ^____^ Oggi però ci voleva il cappotto.
votare e far votare
Che i referendum hanno finalmente preso il sopravvento sulle altre notizie di questi ultimi giorni è certo. È altrettanto certo che il raggiungimento del famoso quorum non è sicuro: non si sa ancora salvo aggiornamenti dell'ultima ora da parte del Viminale quanti elettori all'estero ci siano; un po' difficile sapere quindi se basteranno 25, 26, 27 milioni di voti.
Ciascuno nel proprio piccolo può aver fatto qualcosa, può ancora fare qualcosa. A volte il passaparola, il piccolo esempio dato a persone che sappiamo essere disinteressate, funziona. Non conosco milioni di persone, e non le so raggiungere né tanto meno convincere. Ma conosco decine di persone, con le quali poter parlare, potermi confrontare, poter contare sul loro rispetto e essere almeno sicuro di venire ascoltato. Così tra famigliari, amici, colleghi di lavoro e altre persone con cui sono in contatto per i più vari motivi, posso parlare, cercare di esprimermi. Poche volte ma ci sono state, posso convincere. Ecco, è questo quello che intendo con piccoli esempi. Esempi di quotidianità, in cui l'eccezionalità dell'evento è riportata su terreni di civiltà e non di scontri ideologici che vengono sbattuti, quando lo sono, davanti a tutti in Tv.
L'ultima richiesta: andare a votare domenica mattina, il prima possibile. Che ci sia anche un segnale di questo tipo, che il quorum fin dall'inizio sia un po' più vicino.
08 giugno 2005
THE UNFORGETTABLE FIRE
Pensare di arrivare a scrivere un post del genere, ecco qual è stato uno dei motori principali che mi ha spinto ad aprire il blog.
Conobbi gli U2 alla radio con New Year's Day e fu subito colpo di fulmine ^___^. War, il loro 3° album fu il mio primo album rock. Ancora non sapevo quello che stava per arrivare...
Unforgettable Fire, TUF, il Fuoco, tutte queste espressioni mi portano a parlare delle mie emozioni, adolescenziali ma non solo. È stata certamente una combinazione fortunata l'uscita di questo 4° album degli U2 col fatto che in quel periodo fui pronto ad affrontare un lungo percorso di definizione della mia persona, a tirare fuori le emozioni rimaste sopite, a iniziare a risorgere da una zona d'ombra.
All'epoca già sapevo di essere gay; non ho mai avuto dubbi e questo mi ha permesso di accettarmi senza tanti problemi. Con gli altri, come è frequente, sì ce ne furono. Un periodo buio, iniziato troppo presto, qualche anno prima di TUF. Storie purtroppo consuete di prese in giro, di umiliazioni, di rinunce a tante cose per timore, per paura. Storia meno consueta, per fortuna di molti, di un respiro rubato e della sorpresa e della rabbia conseguenti per l’incapacità a reagire, per l'ennesima rinuncia, quella importante, decisiva forse, a non veder portare via una parte di me. Una storia alla quale è succeduta una fase sì buia ma anche necessaria, per poter essere affrontata coi tempi dettati dall'animo.
L'ascolto di The Unforgettable Fire fu una riscoperta delle emozioni. Riscoperta di emozioni credute sepolte, non più presenti. Suscitate dalla musica in un primo momento, l'inizio di TUF con quei suoni delicati ma soprattutto penetranti. Dritti nell’anima, colpito da una, da più sferzate: Unforgettable Fire e anche Bad. La prima rappresentante la parte emotiva interiore, da tenere per me, la seconda la parte da gridare al mondo. Io, che non pensavo di poter provare più niente di così coinvolgente, di così intimo. Non doversi più porre con senso di indifferenza davanti alle cose, io che potevo ancora provare amore, per gli altri, e per me stesso.
E poi arrivarono anche le parole, che resero ancor più significativa quella musica. Versi scritti per altro, sicuramente, versi fatti miei. "and if the mountain should crumble or disappear into the sea, not a tear, no not I". No, non una lacrima allora, nonostante le profondità raggiunte. Non era il momento, non poteva esserlo... lo fu con TUF, e iniziò la risalita piano piano.
E la parte gridata, raffigurabile come un Urlo di Munch... ma non solo, perché non bastava; quella raffigurazione era solo la parte di disperazione... c'era dell'altro dentro, ci è voluto del tempo per capirlo, ma c'era. La voce di Bono fatta urlo della parte di anima ancora presente, nonostante tutto.
Mi accorsi, ultimo barlume di consapevolezza, dell’istante in cui si ruppe qualcosa dentro. Un semplice, terrificante respiro interrotto. Quello che si perde così non si ritrova. Non l’ho ritrovato. È stato quando capii questo che potei iniziare a rinascere, diverso ma a poco a poco con sempre meno rimpianti. Bastò la musica, bastarono le parole. Un semplice mezzo ma con me, fortunato, fu potente.
Ecco il mio amore per TUF, luce quasi solare, fuoco emotivo, mia via per scoprire di nuovo che le emozioni c'erano ancora. Sì, "I'm wide awake, I'm wide awake, I'm not sleeping".
Conobbi gli U2 alla radio con New Year's Day e fu subito colpo di fulmine ^___^. War, il loro 3° album fu il mio primo album rock. Ancora non sapevo quello che stava per arrivare...
Unforgettable Fire, TUF, il Fuoco, tutte queste espressioni mi portano a parlare delle mie emozioni, adolescenziali ma non solo. È stata certamente una combinazione fortunata l'uscita di questo 4° album degli U2 col fatto che in quel periodo fui pronto ad affrontare un lungo percorso di definizione della mia persona, a tirare fuori le emozioni rimaste sopite, a iniziare a risorgere da una zona d'ombra.
All'epoca già sapevo di essere gay; non ho mai avuto dubbi e questo mi ha permesso di accettarmi senza tanti problemi. Con gli altri, come è frequente, sì ce ne furono. Un periodo buio, iniziato troppo presto, qualche anno prima di TUF. Storie purtroppo consuete di prese in giro, di umiliazioni, di rinunce a tante cose per timore, per paura. Storia meno consueta, per fortuna di molti, di un respiro rubato e della sorpresa e della rabbia conseguenti per l’incapacità a reagire, per l'ennesima rinuncia, quella importante, decisiva forse, a non veder portare via una parte di me. Una storia alla quale è succeduta una fase sì buia ma anche necessaria, per poter essere affrontata coi tempi dettati dall'animo.
L'ascolto di The Unforgettable Fire fu una riscoperta delle emozioni. Riscoperta di emozioni credute sepolte, non più presenti. Suscitate dalla musica in un primo momento, l'inizio di TUF con quei suoni delicati ma soprattutto penetranti. Dritti nell’anima, colpito da una, da più sferzate: Unforgettable Fire e anche Bad. La prima rappresentante la parte emotiva interiore, da tenere per me, la seconda la parte da gridare al mondo. Io, che non pensavo di poter provare più niente di così coinvolgente, di così intimo. Non doversi più porre con senso di indifferenza davanti alle cose, io che potevo ancora provare amore, per gli altri, e per me stesso.
E poi arrivarono anche le parole, che resero ancor più significativa quella musica. Versi scritti per altro, sicuramente, versi fatti miei. "and if the mountain should crumble or disappear into the sea, not a tear, no not I". No, non una lacrima allora, nonostante le profondità raggiunte. Non era il momento, non poteva esserlo... lo fu con TUF, e iniziò la risalita piano piano.
E la parte gridata, raffigurabile come un Urlo di Munch... ma non solo, perché non bastava; quella raffigurazione era solo la parte di disperazione... c'era dell'altro dentro, ci è voluto del tempo per capirlo, ma c'era. La voce di Bono fatta urlo della parte di anima ancora presente, nonostante tutto.
Mi accorsi, ultimo barlume di consapevolezza, dell’istante in cui si ruppe qualcosa dentro. Un semplice, terrificante respiro interrotto. Quello che si perde così non si ritrova. Non l’ho ritrovato. È stato quando capii questo che potei iniziare a rinascere, diverso ma a poco a poco con sempre meno rimpianti. Bastò la musica, bastarono le parole. Un semplice mezzo ma con me, fortunato, fu potente.
Ecco il mio amore per TUF, luce quasi solare, fuoco emotivo, mia via per scoprire di nuovo che le emozioni c'erano ancora. Sì, "I'm wide awake, I'm wide awake, I'm not sleeping".
05 giugno 2005
GayPride Milano 2005, resoconto
Protagonisti: io, Gilthas, Roberto(che per quasi tutta la giornata ho pensato si chiamasse Marco – chissà cosa avrà pensato quando ci siamo presentati e io gli ho risposto: anche te Marco? J), Silvia detta La Secca, mamma di Silvia, Marta detta La Pitonessa, Emanuele (ragazzo di Marta), Tupy, Beppe, amica di Tupy e ultimo, viste le regole dei protocolli internazionali, Andrea (ir pisano).
Cronistoria, parte iniziale: sabato 4, sveglia alle 7, uscita di casa alle 7,50. Riesco ad arrivare in stazione prima del previsto e prendo il treno per Pisa delle 8,11. Coincidenza per Genova alle 9,02; verso le 8,45 inizia una sfilza infinita di annunci ritardo treni da far paura. Accanto a me un gay ultracinquantenne diretto a Torre del Lago che inizia a sbraitare come un ossesso sull’Italia che va in malora con trite affermazioni qualunquiste, però che i treni toscani stiano raggiungendo negli ultimi anni standard vergognosi è vero. Finalmente parto per Genova con un ritardo maggiore al tempo della coincidenza prevista per Milano. Uff… Ritardo in parte recuperato e tempo a disposizione a Genova di salire sul treno per Milano pari a 1 minuto. Ce l’ho fatta, fine dello stress. Arrivo a Milano alle 12,55 e inizio dell’avventura vera e propria, sintetizzata qui sotto.
Cose da ricordare: incontro con Gilthas (finalmente, dopo gli scritti sul NG e sul blog, le mail, le foto e il paio di telefonate, lo conosco di persona). Incontro con gli altri. Il vino alla trattoria piacentina, anche se visto il caldo ne ho bevuto poco. Incontro cor pisano davanti al Bar Ricci. Sempre ir pisano preso dall’euforia del suo primo pride inizierà a riprendere tutto quello che gli passerà vicino e oltre, fino alla fine del corteo. Tupy che viene colpita in testa dalla rivista del Cassero di Bologna, tirato da qualcuno di loro dal carro. Alcuni carri, con annessa musica. Alcuni travestiti. Il saluto a Silvia and mum davanti alla Scala, o era in piazza Duomo? Mah. La panchina del Parco Sempione adocchiata da Roberto al termine della sfilata sulla quale ci siamo letteralmente fiondati. Il saluto verso le 20,30 col resto della comitiva, momento nel quale però ho realizzato che rimanevo da solo cor pisano;-). Il concerto di Dolcenera all’Arena, tanto breve quanto intenso e sentito (solo 4 canzoni). Le riprese fatte da Andrea al suddetto concerto (spero sia rilasciato a breve il bootleg). L’ospitalità per la notte di Salvatore e Marco, amici der pisano.
Cose imbarazzanti: la faccia perplessa di Tupy alla mia presentazione dopo che avevo fatto mente locale ricordandomi che una volta sul NG c’era una Tupy che postava. La prima oretta dell’incontro, visto che tranne alcuni non ci si conosceva, fino a quando al “Pane al pane vino al vino” hanno iniziato a portarci da mangiare; lì abbiamo iniziato a scioglierci un po’. La parte iniziale della manifestazione, così poca gente? poi aumentata a dismisura tra le 16 e le 16,30. L’iniziale imbarazzo di Gilthas quando gli ho accennato al pensiero che gli avevo portato; poi superato, vero?^__^
Cose da rivedere: ir pisano che continuava a sparire per riprendere con la videocamera la sfilata; nel corso dell’intera durata del corteo (almeno 4 ore) avrò cercato di rintracciarlo almeno 20 volte; chiamate a cui ha risposto = 2. I miei confronti tra questo pride e quello di Roma del 2000; in definitiva non potevo ritrovare quella stessa carica emotiva, di rabbia, di orgoglio che ci fu nella capitale. Gilthas che interpellato al riguardo, non mi accenna alla canzone Pride quale canzone uduidica apposita per il pride appunto (non lo metto nelle cose da dimenticare, visto che potrei essere da lui “massacrato” su questo terreno se solo lo volesse ;-) ). Il numero delle fontanelle nel Parco Sempione pari a 0; se invece esistono, almeno le segnalassero con fuochi d’artificio, io non le ho trovate in oltre 2 ore che sono rimasto lì.
Cose da dimenticare: lo scontato mal di piedi (hanno continuato a pulsare fino alla mattina di oggi, 5 giugno). La ricerca voluta da Gilthas dei ragazzi della sua associazione Informagay, per un semplice motivo: una volta trovati gli hanno affibbiato lo striscione, è stato prima delle ore 17, e l’ha tenuto fino alle fine del corteo (ore 20?). La mancanza di solidarietà da parte mia nei confronti di Gilthas e Roberto che stoicamente hanno tenuto lo striscione (inizialmente pensai che lo portassero solo per un po’, ma dopo qualche oretta potevo anche ripensarci, visto che ho fatto la sfilata sempre insieme a loro). La posizione all’interno del corteo, troppo distanti dai carri con musica. La ripresa fatta da Andrea a me che sorrido e saluto alla fine del concerto di Dolcenera con mio bacio finale alla futura audience del video, e ir pisano che dice: oh, scusami tanto, ho interrotto le riprese un attimo prima del tuo bacio!!
Cronistoria, parte finale: concerto all’Arena fino al termine, ore 22,30. Sulla via di casa degli amici der pisano. Cena scongelata e bella chiacchierata cor pisano (sempre lui :-P) fino all’1 passata. Stamani, dopo una nottata passata insonne (con l’eccezione di una mezz’oretta) grazie al fatto che non riesco a dormire in un letto nuovo la prima volta, mi sono alzato alle 8, e sono andato in stazione per prendere il treno delle 9,10 per tornare a casa. Arrivo a casa mia alle 13,45. Durata complessiva = 30 ore.
Alla fine una bella esperienza pur sapendo dei limiti di queste manifestazioni, molto spettacolari ma con meno sostanza del necessario sul tema dei diritti. Ovviamente il tutto secondo la mia modesta opinione. Avanti un altro ^___^.
Cronistoria, parte iniziale: sabato 4, sveglia alle 7, uscita di casa alle 7,50. Riesco ad arrivare in stazione prima del previsto e prendo il treno per Pisa delle 8,11. Coincidenza per Genova alle 9,02; verso le 8,45 inizia una sfilza infinita di annunci ritardo treni da far paura. Accanto a me un gay ultracinquantenne diretto a Torre del Lago che inizia a sbraitare come un ossesso sull’Italia che va in malora con trite affermazioni qualunquiste, però che i treni toscani stiano raggiungendo negli ultimi anni standard vergognosi è vero. Finalmente parto per Genova con un ritardo maggiore al tempo della coincidenza prevista per Milano. Uff… Ritardo in parte recuperato e tempo a disposizione a Genova di salire sul treno per Milano pari a 1 minuto. Ce l’ho fatta, fine dello stress. Arrivo a Milano alle 12,55 e inizio dell’avventura vera e propria, sintetizzata qui sotto.
Cose da ricordare: incontro con Gilthas (finalmente, dopo gli scritti sul NG e sul blog, le mail, le foto e il paio di telefonate, lo conosco di persona). Incontro con gli altri. Il vino alla trattoria piacentina, anche se visto il caldo ne ho bevuto poco. Incontro cor pisano davanti al Bar Ricci. Sempre ir pisano preso dall’euforia del suo primo pride inizierà a riprendere tutto quello che gli passerà vicino e oltre, fino alla fine del corteo. Tupy che viene colpita in testa dalla rivista del Cassero di Bologna, tirato da qualcuno di loro dal carro. Alcuni carri, con annessa musica. Alcuni travestiti. Il saluto a Silvia and mum davanti alla Scala, o era in piazza Duomo? Mah. La panchina del Parco Sempione adocchiata da Roberto al termine della sfilata sulla quale ci siamo letteralmente fiondati. Il saluto verso le 20,30 col resto della comitiva, momento nel quale però ho realizzato che rimanevo da solo cor pisano;-). Il concerto di Dolcenera all’Arena, tanto breve quanto intenso e sentito (solo 4 canzoni). Le riprese fatte da Andrea al suddetto concerto (spero sia rilasciato a breve il bootleg). L’ospitalità per la notte di Salvatore e Marco, amici der pisano.
Cose imbarazzanti: la faccia perplessa di Tupy alla mia presentazione dopo che avevo fatto mente locale ricordandomi che una volta sul NG c’era una Tupy che postava. La prima oretta dell’incontro, visto che tranne alcuni non ci si conosceva, fino a quando al “Pane al pane vino al vino” hanno iniziato a portarci da mangiare; lì abbiamo iniziato a scioglierci un po’. La parte iniziale della manifestazione, così poca gente? poi aumentata a dismisura tra le 16 e le 16,30. L’iniziale imbarazzo di Gilthas quando gli ho accennato al pensiero che gli avevo portato; poi superato, vero?^__^
Cose da rivedere: ir pisano che continuava a sparire per riprendere con la videocamera la sfilata; nel corso dell’intera durata del corteo (almeno 4 ore) avrò cercato di rintracciarlo almeno 20 volte; chiamate a cui ha risposto = 2. I miei confronti tra questo pride e quello di Roma del 2000; in definitiva non potevo ritrovare quella stessa carica emotiva, di rabbia, di orgoglio che ci fu nella capitale. Gilthas che interpellato al riguardo, non mi accenna alla canzone Pride quale canzone uduidica apposita per il pride appunto (non lo metto nelle cose da dimenticare, visto che potrei essere da lui “massacrato” su questo terreno se solo lo volesse ;-) ). Il numero delle fontanelle nel Parco Sempione pari a 0; se invece esistono, almeno le segnalassero con fuochi d’artificio, io non le ho trovate in oltre 2 ore che sono rimasto lì.
Cose da dimenticare: lo scontato mal di piedi (hanno continuato a pulsare fino alla mattina di oggi, 5 giugno). La ricerca voluta da Gilthas dei ragazzi della sua associazione Informagay, per un semplice motivo: una volta trovati gli hanno affibbiato lo striscione, è stato prima delle ore 17, e l’ha tenuto fino alle fine del corteo (ore 20?). La mancanza di solidarietà da parte mia nei confronti di Gilthas e Roberto che stoicamente hanno tenuto lo striscione (inizialmente pensai che lo portassero solo per un po’, ma dopo qualche oretta potevo anche ripensarci, visto che ho fatto la sfilata sempre insieme a loro). La posizione all’interno del corteo, troppo distanti dai carri con musica. La ripresa fatta da Andrea a me che sorrido e saluto alla fine del concerto di Dolcenera con mio bacio finale alla futura audience del video, e ir pisano che dice: oh, scusami tanto, ho interrotto le riprese un attimo prima del tuo bacio!!
Cronistoria, parte finale: concerto all’Arena fino al termine, ore 22,30. Sulla via di casa degli amici der pisano. Cena scongelata e bella chiacchierata cor pisano (sempre lui :-P) fino all’1 passata. Stamani, dopo una nottata passata insonne (con l’eccezione di una mezz’oretta) grazie al fatto che non riesco a dormire in un letto nuovo la prima volta, mi sono alzato alle 8, e sono andato in stazione per prendere il treno delle 9,10 per tornare a casa. Arrivo a casa mia alle 13,45. Durata complessiva = 30 ore.
Alla fine una bella esperienza pur sapendo dei limiti di queste manifestazioni, molto spettacolari ma con meno sostanza del necessario sul tema dei diritti. Ovviamente il tutto secondo la mia modesta opinione. Avanti un altro ^___^.
02 giugno 2005
dedicata a...
Solo a tre settimane di distanza sono riuscito a riascoltare MLK. A volte per un pensiero o una dedica occorrono tutte. Un ultimo bacio.
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thunder cloud
Passes rain
So let it rain
Rain down on her
mmmm So let it be
mmmm So let it be
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thundercloud
Passes rain
So let it rain
Let it rain
Rain on her
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thunder cloud
Passes rain
So let it rain
Rain down on her
mmmm So let it be
mmmm So let it be
Sleep
Sleep tonight
And may your dreams
Be realized
If the thundercloud
Passes rain
So let it rain
Let it rain
Rain on her
costituzione di cosa?
La Francia ha votato no, l'Olanda ha votato no.... ma allora questa costituzione europea a chi interessava? Mi pare manchi qualcosa in tutti i pensieri che vengono espressi in questi giorni. Forse sarà perché siamo in Italia con una pessima informazione quindi, ma nel resto d'Europa dovrebbe essercene una migliore. E allora perché questo rifiuto della costituzione? Perché sono stati messi a forza nelle campagne referendarie argomenti nazionali e nazionalistici? Ci può stare per un paese, magari un nuovo membro, non per paesi che fanno parte dell'UE dalla fondazione. Insomma, cosa è mancato ai fronti del sì per essere convincenti?
Mi sono posto una domanda: metti che anche in Italia avessimo avuto il referendum, come avrei votato? Certamente sì, ma un sì convinto? o con qualche perplessità? Un sì "perplesso" sarebbe stato. Già, e per un semplice motivo: non ho ancora letto, né mi pare sia stata divulgata capillarmente, la costituzione europea. Quello che so è che non contiene, nel preambolo, il riferimento alle radici cristiane - e per fortuna - ma di quello che c'è, non so niente. Sarò stato preso da irrefrenabile voglia di ignoranza? Per una volta nella vità potrò anche farlo senza sentirmi in colpa, ma sinceramente chi è che sa quello che c'è scritto lì dentro?
Come si fa a pensare che una costituzione (volutamente la sto scrivendo con la c minuscola) sconosciuta sia votata.... allora sì che viene facile andare al referendum e votare pro o contro governi, scelte economiche, politiche da leghisti, ecc. L'ho trovata sul sito dell'UE, ma il bello è che a fare una ricerca con google ti danno prima i link delle notizie su Francia e Olanda, poi i link dei filmati della firma a Roma, poi arriva anche la costituzione europea vera e propria. Andare al link per vedere, i numeri sulla destra rappresentano oltre che i link per le varie parti in cui è suddivisa anche il numero delle pagine, 202!!! Ma andando alla fine della parte IV, prima cioè dei protocolli, si potrà scoprire da quanti articoli è composta: 448!!!
Non sono stato lì a leggerla... mi sono rifiutato. E mi è venuto il sospetto che avessero ragione, almeno in parte, i detrattori che la accusavano di essere un testo redatto da burocrati. Io che la penso come bossi... oddio, sto male!
Se avessi voluto informarmi adeguatamente, nonostante le informazioni da propaganda che abbiamo ricevuto, avrei dovuto impiegare troppo tempo... e chi altri avrebbe fatto lo stesso? Lo so che è una domanda con forti connotati qualunquistici ma perché l'UE non ha inviato nelle case degli europei una copia della costituzione, troppe pagine a copia?
Oggi è il 2 giugno, la festa della Repubblica Italiana; e la nostra Costituzione, tanto criticata, bistrattata e male applicata quasi quotidianamente, mi pare ancora più bella. E poi sono solo 139 articoli e, a seconda delle edizioni, poche decine di pagine ^___^. Questione di classi politiche diverse e questione di spiriti costituzionali diversi. La nazione europea, della quale forse un pochino mi sento parte, deve ancora crescere.
01 giugno 2005
la proposta :-(
Poco fa l'ing. mio capo (si sono al lavoro... e penso al blog.... ma dov'è andato a finire il lavoratore indefesso?!? ^__^) mi ha fatto una proposta: ricoprire in parte le funzioni dell'ex direttore che non c'è più da un mese. In particolare di prendere in mano l'organizzazione del lavoro altrui e di coordinare le attività formative. Ha parlato di crescita individuale e di struttura, di imparare a diversificarsi con altre attività, e di tante altre cose che in buona parte o non ho capito o non erano proprio di mio interesse. E allora? che bello! dovrei dire: che bello!! E perché invece di dirlo mi è già venuto un bel mal di stomaco?
Forse perché si è dimenticato di dirmi che c'è un avanzamento di livello? No, non se lo è dimenticato, semplicemente il fatto non sussisterà. Ma d'altronde si sa che non ho mai fatto una questione di soldi, e lo dico senza ironia.
Forse perché l'unica dipendente di 1° livello che c'è e che soprattutto avrebbe l'esperienza per farlo ha dato come risposta: mi prendo per due mesi tutti i pomeriggi di ferie? No, non tengo in considerazione le reazioni di persone che, come attività principale, prima di iniziare una cosa dicono: questo non è di mia competenza... oppure, sarebbe di mia competenza ma non ci sono le condizioni per lavorare con professionalità. Però con lei mi dovrei "organizzare"?!? sigh!!!
Forse perché oltre che a organizzare e coordinare dovrei continuare a fare quello che faccio per 40 ore la settimana? No, in fin dei conti chi fa 30 può anche fare 31, giusto? o era 60?:-(
Forse ho mal di stomaco perché invece di questo tipo di proposta nel mio intimo mi aspettavo un altro tipo di proposta? ;-PPP È che lui è talmente ghiozzo che forse non sa neanche che ci sono i gay.
Mi sa che c'è un continuum nei campi di applicazione della legge di Murphy... quando ti tocca, non smetti più di esserne colpito. Ma porcacciadellamiseria!!!
Chissà perché ma dopo una settimana di blog-experience subito a lamentarmi..... uff... mi do fastidio da solo. E allora mettiamola un po' sul sorriso: a Indietro Tutta c'era il quiz telefonico, e il tipo che partecipava (sempre lo stesso) non vinceva mai niente, però mandava quelle fantastiche imprecazioni che a distanza di 18 anni ricordo ancora benissimo: mannaggiadellasbomballataedellasderenata!!! ^____^
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