Ripeto, domani e solo per domani il sottoscritto SF sarà a Milano. Amichi milanesi, siete ancora in tempo a scappare! O, a scelta, a venirmi a trovare dalle parti di corso Magenta (credo, boh, mo' spetta che controllo).
31 ottobre 2012
29 ottobre 2012
scaldamento
Questa sera ho acceso per la prima volta il riscaldamento. Un inizio in sordina, con le cose come da procedura certificata, metti la levetta su on, metti l'altra levetta su inverno, gira la manopola da acqua calda a riscaldamento+ac, alza di pochissimo il termostato in modo da far accendere la caldaia, sfiata i termosifoni, metti l'acqua negli umidificatori, aspetta il secondo ciclo di riscaldamento per alzare un po' di più il termostato e regolare la manopola del riscaldamento su temperature dell'acqua accettabili, e via così.
Insomma, la notizia è che diversamente dal solito non ho mandato in fusione la caldaia, l'impianto, i termosifoni, l'aria in casa. Se penso poi che ieri i miei son riusciti a immettere acqua nel loro impianto ad una pressione oltre i 3 bar fino ad ottenere una cascata d'acqua dalla valvola di sicurezza, direi che sono stato bravo quest'anno.
22 ottobre 2012
il grestel
In fondo il grestel è solo un po' di patate.
Questa frase potrebbe sembrare ad un trentino una bestemmia. Eppure oggi l'ha proferita la sachermamma, trentina fin nel midollo. Se lo dice lei mi adeguo, ho pensato dapprima, anzi un corno, non gliela ho fatta passare e ho fatto bene a rimarcare la sua uscita esprimendole il mio fastidio e la mia disapprovazione. Ci ho aggiunto anche che, essendo un piatto invernale, insomma oggi proprio, con 24°, non sarebbe stato il caso.
Il grestel, che qui a Livorno pronunceremo grEstEL, dimostrando fin dall'inizio di non sapere di cosa si tratta, ché qui le e strette, brevi e delicate raramente le sappiamo apprezzare, figuriamoci pronunciare, non è altro che un tipico piatto di recupero di avanzi. Tre ingredienti: lesso, cipolla, patata. Messi in padella nell'ordine inverso a come li ho scritti, con anche mezza civiltà contadina dentro di esso, coi suoi sapori semplici che ti rendono bella la vita.
07 ottobre 2012
il lombo di suino, parliamone
Com'è che scopro solo ora il lombo di suino, affettato buonissimo e saporito che potenzialmente vale abbinamenti in tanti piatti da poterli rendere addirittura prelibati?
L'ho scoperto alla coop, mio personale luogo delle meraviglie. Nel senso che c'è sempre la stessa roba, da decenni, eppure ogni tanto riesce a meravigliarmi perché spuntano fuori dal nulla delle cose mai viste.
Insomma, un affettato, nuovo per queste latitudini, si aggiunge all'elenco degli acquisti.
03 ottobre 2012
i luoghi del cuore, la Chiesa degli Olandesi
Il FAI ristrutturerà il più votato tra i luoghi del cuore, una serie di luoghi in Italia da non dimenticare. Se non sapete quale votare, c'è quello di Livorno, la chiesa della Congregazione Olandese Alemanna. I sacherlettori sono bravi e seguono il sachercialtrone.
Dai che ce la facciamo. Votate, votate, votate. Entro fine ottobre. Grazie.
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23 settembre 2012
quando ammiro il microblogging
A volte il microblogging, insomma quella roba lì, tipo twitter, mi dà la svolta alla giornata.
L'hashtag odierno che apprezzo di più è #troystory. Il riferimento è alle sfilate milanesi di nicol minetti.
Commovente.
20 settembre 2012
il vero anniversario dell'unità d'Italia
È inutile girarci intorno, il tanto celebrato 150° anniversario dell'Unità d'Italia dello scorso anno è un falso storico. L'Italia, intesa come regno, sarà pure nata in un giorno del marzo 1860, ma in quel momento era tutto quello che ci pare tranne che unita. Occorsero altri 10 anni per arrivare alla reale unità. Per 10 anni mancò all'insieme non un'isoletta o uno scoglio in mezzo al mare, non qualche chilometro quadrato al di qua o al di là di uno spartiacque montano, bensì Roma.
Ed è così, qualunque cosa possa essere detta oltretevere o per non dispiacere oltretevere.
20 settembre 1870 - 20 settembre 2012.
L'Unità d'Italia compie oggi 142 anni.
18 settembre 2012
pride 2013 a Palermo: un po' più in là, no?
È di oggi la notizia che il prossimo pride nazionale, quello per l'anno 2013, sarà tenuto a Palermo.
Il mio commento, seppur senza intenti offensivi nei confronti dei palermitani e siciliani in genere, è: un po' più in lontano era difficile andare.
Mi spiace perché vorrei sempre parteciparci. Certo che così distante mi cascano le braccia.
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No way,
Questo mondo gaio
14 settembre 2012
se dopo 12 giorni torna già la voglia
Son passati 12 giorni dal concerto dei Sigur Rós a cui ho assistito a Villafranca di Verona. Pochi giorni fa sul loro sito hanno pubblicato un elenco di prossime date del loro tour tra febbraio e marzo. Ieri l'altro c'era il link per la prevendita dei biglietti ma ho titubato visto che, prima di leggere qualsiasi informazione sull'acquisto, chiedevano un po' di dati anagrafici. Stasera mi sono accorto che da oggi è iniziata la vendita vera e propria.
Nel giro di cinque minuti ho acquistato due biglietti per la data del 19 febbraio a Milano.
Non so da quale sindrome io sia affetto ma di certo è qualcosa che obnubila la mente. Però mi tiro su dicendomi che divento felice con poco. Evviva.
Si inizia di nuovo: chi vuol venire?
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10 settembre 2012
abbonamento ai Sigur Rós
Ma come, sono reduce dal bel concerto di soli 8 giorni fa a Villafranca di Verona, gustato in compagnia dell'autoctono John, e scrivo solamente bello perché non c'era Kjartan, il pianista, cioè l'unico tra loro che ufficialmente ha studiato musica, e questi mi ripubblicano un altro elenco di date per febbraio prossimo?
Ma allora ditelo, devo fare l'abbonamento ai Sigur Rós? Sul sito ufficiale non c'è l'apposito link per gli sconti agli aficionados, mi sa che al solito dovrò arrangiarmi.
Lunedì 18 febbraio a Jesolo oppure Martedì 19 febbraio al Forum di Assago? Il dubbio mi sta lacerando anche se forse tornerà più comoda la seconda data.
Prenderò 2 biglietti (almeno). Iscrizioni ai sachelettori aperte.
06 settembre 2012
l'eguaglianza alemanna
Dal nostro inviato sul posto ricevo, più che gradita, la foto seguente: essa testimonia come anche in fiammingo il nome della mia città resti Livorno.
Essendo il latore della foto il noto Wikimanno ho scelto di scrivere nel titolo di questo post l'aggettivo alemanna, che tanto richiama il nostro. Per completare la spiegazione sul titolo aggiungo che è curioso notare come colui che si è recato a perder tempo tra il regno della birra ed altre amenità sia andato nelle zone originarie dei primi componenti della nazione olandese-alemanna che nacque nella Livorno seicentesca.
Altra curiosità, che completa la spiegazione del titolo quasi fosse un ossimoro, è il fatto che in fiammingo si sia scelto di chiamare Livorno col suo nome italiano per una forma di rispetto all'accoglienza e all'onore dato ai loro rappresentanti giunti all'epoca in città che ebbero la possibilità, sconcertante per l'epoca, di riunirsi in nazione in terra straniera. Loro, i padri di quelli che avrebbero creato l'apartheid.
Sì, lo so, sono contorto. Ed è bastata solo una foto per scatenare tutto questo delirio. Evviva.
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23 agosto 2012
what a diamond
Da ieri su youtube sto guardando video di gente, per lo più ammerregana, che fa proposte di matrimonio.
La quasi totalità sono proposte accettate, anche se qualcuno, immagino devoto alla verità a tutti i costi, si è divertito a caricare anche quelli con impressionanti rifiuti, quali ciaffoni dati, incazzature varie, ché l'ammmore mica tutti sono in grado di coglierlo quando passa.
Nel mentre vi riprendete dalla notizia sulle mie visioni internettiane, scrivo qui il seguito del post, teso più che altro all'analisi delle reazioni umane in queste situazioni.
A parte le reazioni delle spose, alcune molto sincere e toccanti, altre prese -ma si sa, ah signora mia, come son fatti questi americani- da isterismo saltellante, quasi tutte che lacrimano come una madonna, molte che fanno le scimmie urlanti, quello che mi colpisce sono gli altri.
Gli altri, quelli che son lì solo di contorno, anche se la situazione creata per l'evento ha visto il loro aiuto, supporto, sostegno. Alcuni di questi altri attendono solo qualche istante e vanno addirittura a rompere l'abbraccio e il bacio dei futuri sposi, manco stessero per sposarsi loro. Molti di questi altri urlano, o meglio ululano a perdifiato che non so come facciano le loro povere corde vocali. Ci sono poi alcune donne, sempre facenti parti di questi altri, che sono interessate solo all'anello, e urlano solo per quello, manco fosse l'Unico, e lo soppesano neanche tanto velatamente, il mio aveva più carati del tuo gne gne gne, continua a piangere così te lo valuto meglio senza che tu te ne accorga.
Passando agli uomini, che qui volevo arrivare, devo dire che si conferma la teoria: quelli più carini sono anche quelli che organizzano le occasioni più belle per fare la proposta. Giusta dose di semplicità, ironia, emozione. Il loro essere strafighi ai miei occhi è da escludere ovviamente dai miei metri di giudizio.
Curiosa l'assenza di fantasia tra chi è un poliziotto o ha chiesto aiuto ad amici poliziotti: tutti immancabilmente simulano un fermo mentre sono alla guida, con l'eventuale aggiunta di un inizio di arresto. Anche qui, qualche manzo sarebbe perdonabile, i cessi no.
Alla fine di tutto arriva il momento dell'introspezione. Che sia arrivato il momento che qualcuno mi si proponga? Che sia giunto il momento che mi richiamino al lavoro prima della fine delle ferie? Che sia troppo caldo e umido in questi giorni?
Nel dubbio informo la gentile pletora dei sacherlettori che no, la piazzata su un palco davanti a centinaia di sconosciuti no, nessuno si deve permettere di pensarla adatta a me. Sempre che non ci sia anche Bono a cantare e a far da cupido, è chiaro.
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22 agosto 2012
ventilazione
Preso dalla calura di Lucifero, che per poco l'altra notte son stato male, più che dal caldo dall'umidità, ieri sono corso a comprarmi un ventilatore, visto che oramai neanche i muri della casa riescono a mantenere, come diligentemente hanno fatto per anni, una frescura accettabile.
Così per tutto il pomeriggio di ieri e pure per tutta la notte sono stato sotto ventilazione continuata; la temperatura oscillava sempre tra i 29 e i 30° ma è stata tutta un'altra vita. Oggi invece sto resistendo, anche se sento che tra un po' lo accenderò di nuovo.
Il tutto in attesa che, nei prossimi anni, arrivi ad acquistare un condizionatore. A quel punto l'apocalisse finalmente arriverà.
A margine, mi meraviglio di me stesso: la moda dell'estate di dare un nome agli anticicloni subtropicali mi sta piacendo. È il caldo, lo so.
19 agosto 2012
e per ora ridimensiono flickr
Già lo sapevo, ma visto che nessuno ha implorato il ritorno delle foto attualmente oscurate mi sa che resto, almeno per un po' così.
Mi è scaduto l'altro giorno l'account pro su flickr e sono tornato alla visualizzazione di sole 200 foto, di alcuni set, senza collezioni, statistiche e tanti fronzoli insomma. A questo giro non mi è venuto di andare di corsa a rinnovare; cosa poi, il pagamento per tutte le mie foto? Che poi chiedere di essere implorato per una cosa del genere è la classica scusa per non dire che in realtà è una mia decisione. Un po' mi sta dispiacendo non poter vedere alcune belle foto che avevo fatto, ma sulle 1.200 pubblicate saranno state una ventina quelle che per me valevano veramente la pena.
E se le caricassi su picasa? Solo che mi andrebbero pure su google+, che meriterebbe una morte morta invece di essere alimentato. Oddio, ora che mi sovviene, caricare alcune foto lì potrebbe agevolare la fine del triste g+, stimolando molti a levarsi di torno. Mhm... ora ci penso per bene.
16 agosto 2012
i timidi napoletani
O quasi. Alcune impressioni del mio recentissimo errare in quel di "vedi Napoli e poi muori".
Come resistere alle insistenze dei viaggiatori napoletani presenti nello scompartimento del treno durante il viaggio di andata? Non si può, la mia proverbiale spocchia ha ceduto alle loro insistenze. Curioso che, appreso che non ero di Napoli, in separati momenti, sì perché le conversazioni intavolate contemporaneamente erano almeno tre, mi sia stato chiesto del perché stessi allora andando a Napoli.
L'ospitalità del romano trasferitosi per lavoro a Napoli, che fa di lui il potenziale obbiettivo di biasimi misti a commiserazioni, ha previsto tante corse di taxi quante ne ho mai prese finora nel resto della mia vita, musei, tanti musei, chiese, tante chiese, mal di piedi e di gambe, tanto mal di piedi e di gambe, camera con vista.
Le poche cose che ho capito di Napoli.
Città, musei e chiese, tutto bellissimo. Città sbrigativa, al contrario di quello che uno si potrebbe aspettare, l'importante è che, fatta una certa, tu ti levi di torno. Così ad esempio a Capodimonte, un'ora di tempo per visitare 60 sale, fate un po' voi; oppure da Pellone, la pizzeria. Qui però è toccato agli altri levarsi di torno presto, noi siamo stati onorati dall'aver dovuto chiedere noi il conto.
Trasporti pubblici un po' ridicoli, frequenza degli autobus minore di una città di provincia.
Sensazione di allerta costante. Radiografie subite, innumerevoli. Problemi solo col caldo.
Mozzarelle di bufala di un altro pianeta. Sfogliate da riprovare con qualche grado in meno. Caffè, non me lo hanno fatto. Brutta storia.
E su tutto la netta sensazione, forse influenzata da quanto detto dall'ospite, che in fondo in fondo, i napoletani, quelli più veraci, esprimono una misconosciuta timidezza.
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