10 dicembre 2008

io sciopero

Ho deciso che venerdì 12 aderirò allo sciopero generale indetto dalla CGIL.
Le motivazioni del sindacato le riassume Epifani nel video presente sulla homepage del sindacato. Qui le modalità dei vari settori.
Per quanto mi riguarda aggiungo che questa mia adesione è solo un semplice gesto a sostegno dell'unica voce che faccia e proponga qualcosa per i precari. Non che abbia ricette toccasana, ma la CGIL è l'unica parte sociale che da molto tempo a questa parte riesce ad avere la mia fiducia. E pazienza se in questi giorni dello sciopero non viene fatto cenno; e pazienza se venerdì ci saranno tantissime persone a manifestare che poi saranno ignorate dai mezzi di comunicazione.
Alla fine il concetto di cosa è notizia non può sempre e solo rimanere confinato ad una scelta di altri. Notizia per me sarà quello che mi interessa e che condiziona i miei comportamenti. Sia coi miei ridicoli tentativi di convincere qualcun altro in ufficio a farlo, io unico col contratto in scadenza, sia andando alla manifestazione. Comunque io ci sarò.

09 dicembre 2008

roba da torta (in faccia)

Insomma, lì per lì ieri sera - e stanotte, vista l'ora in cui è finito - ero pure contento. Nessun battage pubblicitario lo aveva preceduto però avere la possibilità di vedere Brokeback Mountain alla televisione in seconda-quasi-terza serata non era poco.
Alla fine un dubbio effettivamente mi aveva pervaso e cioè un banale "tutto qui? dov'è tutto questo scandalo, suppongo nella storia narrata non certo nelle immagini".
E invece pare proprio che sia stato censurato, casualmente nelle scene di sesso omo. Per dire, quel mezzo rapporto etero è rimasto.
Cosa lo hanno comprato a fare, dico io. Proprio per far vedere solo quello che desiderano? A questo punto è una speranza, fosse solo sciatteria censoria sarebbe decisamente peggio.
Sembra che ci ripensino. Io intanto il bottone del film non lo tolgo dal blog e lo lascio lì al suo posto, quasi in fondo alla colonna destra.

08 dicembre 2008

slow book

Preso da una giusta dose di curiosità mista a dovere di testimonianza culturale (eh?!?!) stamattina sono andato in visita alla nuova stramega libreria aperta l'altro ieri qui a Livorno.
Il concetto di stramega in realtà è alquanto relativo: stramega lo è per Livorno, non di certo per altre città. Comunque sia, è più grande della mia Gaia Scienza e quindi la mia scala di giudizio ha dovuto allargare gli orizzonti.
Come già mi successe nella sede fiorentina della Edison anche qui ho avvertito un misto di confusione. Non tanto per la gente che c'era, ma proprio per non capire, se non dopo svariato tempo, come fossero disposti i libri. La suddivisione in sezioni e, al loro interno, la disposizione dei libri non è affatto immediata. E questa è una delle cose che più mi infastidiscono, perché non mi consentono di vagare con calma tra un libro e l'altro. Mi pongo nervosamente la domanda se lo scaffale che ho davanti possa contenere qualcosa di interessante ma non capendo neanche quali siano i confini della sezione che sto visitando che altra risposta posso darmi se non un triste no, passiamo ad altro?
Ma soprattutto una cosa mi disturba nell'intimo: la disposizione dei libri per ordine alfabetico della casa editrice e non degli autori. Io, che è già tanto possa ricordarmi l'autore del libro che sto cercando, devo pure ricordarmi la casa editrice? Preso dal nervosismo di prima non riesco nemmeno a concentrarmi sul pizzino che mi scrivo a casa. Alla fine rinuncio a tirarlo fuori dalla tasca per l'ennesima volta.
Nel marasma nevrotico causato dai loro layout ho però trovato, in una sottosezione della narrativa italiana, uno dei libri che erano nella mia lista dei desideri, e che rientravano nei must visto che conosco l'autrice, U2er come e più di me, quindi per definizione bella e brava persona. Forse ho trovato il suo perché in quella zona i libri erano in ordine alfabetico per autore.
Per riacquistare un po' di pace interiore avevo pensato di passare dalla Gaia Scienza, ma la busta con tanto di pubblicità che mi avevano dato alla cassa mi ha fatto desistere: altra cosa che mi disturba è quella di entrare in un negozio con una busta della concorrenza. Arrivato a casa ho guardato meglio: c'è scritto libreria Edison, Firenze!!
Mega inaugurazione con tanto di Nada quale guest star (!!! sì, Nada!), 2.000 metri quadri di esposizione (grande è grande, ma il risorante/bar ne porta via molta di quella superficie), 50.000 titoli in vendita (probabile solita boutade de Il Tirreno, lì sugli scaffali ce ne saranno stati un decimo e pure disposti in modo tale da colmare qualche vuoto) e non hai manco uno straccio di busta personalizzata?! Ma per favore!

07 dicembre 2008

grazia

Nel rigovernare per l'ennesima volta uno dei miei piatti, quello con più sbeccature, mi è presa l'irrefrenabile voglia di romperlo. L'ho battuto contro l'acquaio prima colpendolo ai bordi, poi anche al centro; l'ho colpito in un verso e anche nell'altro.
Non solo non si è rotto ma non si è creata nemmeno un'altra sbeccatura.
L'ho graziato. Per ora.

05 dicembre 2008

900 volte SF - The white flag

E' bello tornare a casa. Che per essa si intendano le nostre quattro mura, si intenda una località a noi cara, o una nazione non ha poi tutta questa importanza.
Ogni tanto provo questa sensazione di pace al mio ritorno a casa, soprattutto al termine di giornate intense e confuse.
A volte penso che sia una sorta di resa. Necessaria e taumaturgica. Identificabile con nessun colore, o forse con un unico colore, il bianco.

Oggi ho saputo che tra poche settimane la coppia roman-pratese si trasferirà. Casa nuova. Casa loro. Che siano speciali i tuoi Homecoming, TUF Sister.
A sort of homecoming, U2.



And you know it's time to go
Through the sleet and driving snow
Across the fields of mourning to
A light that's in the distance

And you hunger for the time
Time to heal, 'desire' time
And your earth moves beneath
Your own dream landscape.

On borderland we run.
I'll be there, I'll be there tonight
A high-road, a high-road out from here.

The city walls are all come down
The dust a smoke screen all around
See faces ploughed like fields that once
Gave no resistance.
And we live by the side of the road
On the side of a hill as the valleys explode
Dislocated, suffocated
The land grows weary of its own.

O com-away, o com-away
o-com, o com-away, I say I
O com-away, o com-away
o-com, o com-away, I say I

Oh, oh, on borderland we run
And still we run
We run and don't look back
I'll be there, I'll be there
Tonight, tonight
I'll be there tonight, I believe
I'll be there so high
I'll be there tonight, tonight.

Oh com-away, I say, o com-away, I say I.

The wind will crack in wintertime
This bomb-blast lightning waltz.
No spoken words, just a scream
Tonight we'll build a bridge
Across the sea and land
See the sky, the burning rain
She will die and live again tonight

And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning
To a light that's in the distance
Oh, don't sorrow, no don't weep
For tonight at last I am coming home
I am coming home

01 dicembre 2008

che siccome che

Che siccome che ci sono i neri, che per carità nei loro confronti si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, non vorremo mica condannare chi li condanna, vi pare?
Che siccome che ci sono le donne, che per carità nei loro confronti si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, non vorremo mica condannare chi li condanna, vi pare?
Che siccome che ci sono i disabili, che per carità nei loro confronti si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, non vorremo mica condannare chi li condanna, vi pare?
Che siccome che ci sono ...[ad libitum]

Che siccome che noi testimoniamo l'amore di Dio per gli uomini, mica vorrete dargli tregua a quei froci di merda, vi pare?

canzone del mese - novembre 2008

Untitled 8, dall'album ( ) dei Sigur Rós. Enjoy (mp3).
Qui sotto il video. Le immagini sono pessime e l'audio ancor di più (migliora un po' dal 2° minuto) ma è stato ripreso al concerto di quest'estate a Firenze, dove c'ero anch'io.


29 novembre 2008

dov'era il fascino della divisa?

Per la prima volta in vita mia, dopo ben 21 anni e mezzo dall'aver preso la patente, sono stato fermato ad un posto di blocco. Tornavo dalla spesa, era una pattuglia di carabinieri qui vicino casa. Per dire, manco sapevo dove fosse la carta di circolazione, che però quello che mi parlava ha chiamato ancora libretto. Finora mai, nelle innumerevoli volte che ho incontrato dei posti di blocco, mi ero visto agitare contro la paletta.
Mentre uno sulla macchina verificava la patente collegandosi a chissà quale banca dati l'altro si è fatto un giro intorno alla macchina. Chissà che spettacolo devono essere state per lui le borse della spesa.
Sembra tutto a posto. 5 minuti per verificare i documenti. Non erano neanche carini. Sì, proprio 5 minuti persi.

bontà e cattiveria

Oggi, andando a fare la spesa, all'ingresso della coop c'era la raccolta per il banco alimentare. Come ogni anni ho preso il sacchettino per mettervi dentro qualcosa.
Tempo fa presi informazioni sull'iniziativa. Come mi aspettavo trovai conferme che dietro all'iniziativa ci fossero preti e compagnia.
Rinunciare a comprare qualcosa o fare una spesa più intelligente? Scelsi per la seconda, e da allora continuo: omogeneizzati e comunque alimentari per neonati.
Si riduce, se non a zero quantomeno all'osso, il rischio di vedere delle suore mangiare dai barattolini.

23 novembre 2008

e mettersi un Picasso in casa?

Esprimere un parere non è facile, mica si è critici d'arte qui. Certo che la mostra su Picasso non lascia indifferenti. Sia per i pregi che per i difetti.
Spazi angusti e conseguente layout delle opere discutibile; visitatori vocianti, guide per i gruppi organizzati ignoranti (in fatto di educazione). Spazi museali italiani siti in posti incredibili mancanti dei più elementari metodi comunicativi odierni (leggi, sito internet). Bastano queste poche righe per le critiche, sennò il post diventa un lamento.
Le opere di Picasso non lasciano indifferente. O ti piacciono oppure no, se sei come me abituato a ragionare di pancia per queste cose. Scopo dell'artista raggiunto, quindi.
Curioso che poi in contesti del genere uno si lasci andare ad argomentazioni semiserie. Io ad esempio, dalle infantili uscite su: "questo lo vedrei bene a casa mia", "queste piccole formelle starebbero bene in bagno, me le compri Paolo?", a ridicole considerazioni su opere immodestamente ritenute incompiute nonostante l'audioguida dicesse cose completamente differenti.
Ci sono due opere, entrambe con lo stesso titolo "Due donne che leggono" che non possono dare adito ad equivoci: "Due amanti che leggono". Qui l'audioguida tradisce alla grande.
Mi era venuto in mente di proporvi un piccolo sondaggio. 3 delle opere esposte mi hanno particolarmente colpito. Avrei voluto proporvi la scelta di quale delle 3 vedevate meglio per la parete bianca del mio salotto. Il fatto è che dopo due ore di ricerca sulla rete non ho trovato immagini della terza. Non solo, ma mi sono accorto che tante altre opere non si trovano. Pure sui siti di vendita di poster.
Quindi il sondaggio lo proporrò se qualcuno mi aiuta a trovare la terza immagine: Busto di donna
(Parigi, 15 gennaio 1938) olio su tela cm 46 x 38 Smithsonian Institution, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington DC. O almeno credo sia questa, altrimenti è quest'altro quadro: Busto di donna su sfondo marrone e bianco (Parigi, 1928) olio e cartoncino su tela cm 55 x 46 Collezione Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte. E' che ora non ricordo più quale mi piacesse di più.
Gli altri due ve li propongo qui:
1. Arlecchino, 1917

2. Arlecchino musicista, 1924

Poi siamo andati da Valentino, trattoria in via Cavour. A Roma si mangia sempre bene. Se le porzioni dei primi fossero state un po' abbondanti non avremmo certo fatto complimenti. Il caffè del papa (oibò) e poi via da Giorgio. C'era pure il cambio della guardia, che faceva tanto Londra. Una concentrazione tra il pubblico di bei ragazzi -tutti militari- che ha reso la giornata ancora più splendida. Secondo l'accompagnatore una buona metà erano della famiglia, secondo me invece i più erano molto compresi di sé stessi. Una ragione per Paolo per continuare ad affermare le sue teorie, una ragione per me per dire che un etero vanesio è e resta solo un etero vanesio (al massimo diventa solo più stronzo). Le batterie del catorcio di macchina digitale mi salutano subito dopo piazza del Quirinale. Sono imbelvito.
In attesa di essere raggiunti dagli amichetti impegnati fino a poco prima al Romecamp2008, scelgo casualmente, ma anche no, un luogo deputato all'occasione: la scenica scalinata del Campidoglio. Buzzurri tentativi di deviare su un agio-e-qualcosa di mostra su Pavarotti (seppur gratuita) saranno sulla scalinata stessa ignorati; due passi e pizza bianca, o meglio un altro dei modi strani di parlare in quella che dovrebbe essere una delle capitali del mondo: schiacciata, si chiama schiacciata.

21 novembre 2008

vamos adelante, Pablo


Che ne dite, era un po' confuso, no? A prima vista a me pare di sì. Poi magari domani mi ricredo.
L'utilità di questo post è pari alla sua lunghezza; ma in realtà era per mettere in chiaro una cosa: sarò a Roma non per il Romecamp, ma proprio per andare da Picasso.
Mi sa che il nome Pablo faccia da complemento essenziale alle personalità non proprio normali. Dovrò chiedere ai miei della scelta del nome Andrea anziché Paolo.

20 novembre 2008

Europeana

Riuscirà il progetto dell'Unione Europea chiamato Europeana a raggiungere gli scopi che si prefigge? Mica da poco il lavoro da fare. Finora chi lo ha tentato ha esaurito le forze e la volontà nonché, credo, i soldi; ma qui c'è di mezzo la cultura di un intero continente, l'Europa.
Ecco, c'è di mezzo la migliore idea di Europa che noi stessi possiamo dare. Forza!

16 novembre 2008

mal-something

Mi sono accorto, nel tentativo di masterizzare un cd dopo un po' che non lo facevo, che il masterizzatore si è catafottuto.
Dice il saggio: MALIDETTO'RTEGAMED'EVA!

wiki-madness

Dopo averci dormito su una notte non sono ancora del tutto convinto di aver fatto la cosa giusta. E' un aspetto del mio carattere che ben conosco e col quale convivo quasi serenamente, o forse è solo rassegnazione; e cioè che ogni tanto devo per forza fare qualcosa di impulsivo, appena l'idea di un qualcosa mi sfiora non posso resistere e debbo realizzarla il prima possibile.
L'unico elemento che può farmi retrocedere dalle mie intenzioni è l'accorgermi di poter fare del male a qualcuno, anche solo indirettamente.
Forse è un estremo bisogno immediato di senso di soddisfazione ad essere la molla dell'impulsività. Non l'ho ancora ben capito. Magari è dovuto ad un accumularsi di insoddisfazioni, frustrazioni e chi più ne ha più ne metta che colleziono durante le mie giornate, quelle in cui respiro solamente e il vivere è invece da tutt'altra parte.
Allora per dare un senso al mondo, anche se proveniente da un banale appartamento in zona semicentrale di Livorno, ecco che basta una fioca lampadina che si accende e il tutto riacquista un vago sentore di senso compiuto.
Di che parlo? Nulla di che, ieri sera ho solo fatto una donazione a Wikipedia, anzi a Wikimedia Foundation; con un ultimo barlume di lucidità mi son detto che pur non essendo un wikipediano sono però un discreto usufruitore dell'enciclopedia libera. Detto fatto.
Un senso a queste giornate è stato dato, un briciolo di soddisfazione è stato raggiunto, solo che la parte destra della mia testa è ancora sotto micidiali effetti nevralgici. Sì lo so, non c'entra un cazzo, eppure giuro che per un attimo lo avevo pensato che potesse servire anche quale antinevralgico. Abbattetemi per favore.

13 novembre 2008

17 anni per rispettare una volontà

Curiosa la vita a volte. Un ateo come me che si sente di augurare un "riposa in pace" ad Eluana Englaro.
Pensare che col rispetto delle sue volontà e del principio di autodeterminazione, dopo un limbo durato troppi anni, finalmente andrà a compiersi il suo destino mi dà sollievo. Non sono contento, non sono felice, solo mi sento sollevato per lei.
Ridicole certe posizioni che parlano di omicidio, eutanasia. Che vogliono far passare per il tramite delle leggi di un paese una morale religiosa che neanche tutti i credenti cattolici vorrebbero seguire. Ennesimo esempio di tracotanza.
Mi permetto di invitare i sacher-lettori a scrivere anche solo poche righe sulle proprie opinioni su questo caso. Che ognuno dica la sua. Altrimenti qualcun altro si arrogherà il diritto per parlare in vostra vece.
Finalmente ad Eluana Englaro è stata riconosciuta la sua volontà. 17 anni solo per la sua volontà.