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07 novembre 2013

la Venezia che ho trovato

Dopo ben una settimana dal mio viaggetto a Venezia, arrivo a parlare dell'esperienza.
Prima cosa la mostra su Leonardo, inserita in alcune sale appositamente allestite ma comunque contigue alle restanti della Galleria dell'Accademia.
L'idea che mi ero fatto, cioè che fosse utile se non addirittura necessario prenotare l'orario di visita, si è rivelata del tutto infondata. L'orario scelto, subito dopo l'ora di pranzo, mi avrà anche fatto compiere la visita al Museo in un momento quasi morto ma all'uscita, verso le ore 16, non c'era quasi fila alla cassa per entrare.
Presentata, e a ragione, come la mostra che può essere visitata solo una volta in una generazione, ecco che forse quei disegni, in un allestimento museale organizzato dall'incompetente sottoscritto, sarebbe stati valorizzati a dismisura rispetto alla pochezza che quelle salette riuscivano a dare.
Già l'indicazione fuorviante all'inizio del percorso della Galleria sarebbe bastata a sollevare alquante perplessità. Per la Galleria di qua, per la mostra sui disegni di Leonardo di là. Solo che là ha significato arrivare nella terza saletta della mostra leonardesca per poi passare alla seconda e infine alla prima. Insomma, mi son visto i disegni compiendo il percorso al contrario.
Al primo passaggio poi ho letteralmente mancato, forse ci saranno state delle persone davanti - non so bene, l'Uomo Vitruviano. Dopo aver capito che quella era l'ultima saletta, anzi la prima (leggi sopra), son tornato indietro. Or bene mancava, proprio dove c'erano le opere più importanti, il riferimento numerico per l'audioguida. Ci sono arrivato lo stesso al numero, in fin dei conti se avevo fatto prima l'83 e poi l'82, incrociando le dita ho tentato l'81 ed è uscito sulla ruota di Venezia.
Per farla breve: i disegni hanno meritato a pieno la giornata, l'organizzazione dovrebbe rifondarsi ripartendo dalla scuola: a, b, c, 1, 2, 3.

Venezia l'ho ritrovata bella come speravo. Un po' di foto sono pubblicate qui. Molta gente, nonostante questo sia periodo di bassa stagione (o forse iniziava solo questa settimana per via del ponte del 1 novembre), ma non una massa informe che riempie qualsiasi anfratto.
E poi ad un tratto due sorprese. La bella è stata la vista di uno struggente tramonto in laguna, la brutta il trovare il Canal Grande quasi al buio guardandolo dal ponte degli Scalzi. In un attimo mi son ricordato di quando a 10 anni arrivai per la prima volta in laguna, e soprattutto di quella corsa in vaporetto da piazzale Roma fino a S. Zaccaria. Luci dai palazzi bellissimi, barche, motoscafi, gondole, un turbinio infinito. Stavolta niente di tutto questo: dai palazzi pochissime luci, in acqua poco movimento. Erano le ore 18, entrambe le volte. È stato un po' come seppellire una parte del proprio vissuto.
http://www.flickr.com/photos/sacherfire/10694304985/in/set-72157637197166335/lightbox/

29 ottobre 2013

il mio arrivo in laguna

Giovedì prossimo, dopodomani cioè, sarò a Venezia, alla mostra sui disegni di Leonardo che c'è all'Accademia. Nessuno mi ha ancora comunicato che tipo di festeggiamenti la Serenissima ha in serbo per il mio ritorno in laguna dopo molti anni. Mah.

24 agosto 2013

cinque giorni in Umbria

Impressioni.
Gente buona, in un certo qual modo umile, e cordiale, che saluta.
Automobilisti che, almeno nei centri piccoli, in prossimità delle strisce pedonali rallentano a prescindere, e stanno buoni e tranquilli se i pedoni impiegano tanto ad attraversare.
Nonostante abbia visitato posti turistici, condividono col resto di buona parte dell'Italia l'abitudine a chiudere gli esercizi commerciali (soprattutto bar e pasticcerie) per ferie in agosto. Ma con tutti quei turisti, scegliere un periodo morto nel corso dell'anno per farle?
Unica programmazione del viaggio, quella di visitare le pasticcerie recensite dalla guida dei pasticceri del Gambero Rosso.
Pasticceria Merendoni a Foligno. Menzionavano le millefoglie e i cornetti alla crema. Un ambiente così sgaruppato che non gli daresti due lire. Pochi istanti dopo essere entrato ecco che hanno portato le millefoglie appena fatte. Me ne hanno offerta una. La bontà.
Pasticceria Sandri a Perugia, tra l'altro locale storico. Chiuso per ferie.
Bar Lo Scrigno dei Golosi ad Assisi, altro luogo anonimo. Non recensito dalla guida ma più prosaicamente dalla sachersorella. Effettivamente aveva ragione: i migliori bomboloni alla crema che abbia mai mangiato.
Il minimetro di Perugià è una ganzata, e di domenica è vuoto.
Posti veramente belli, nell'ordine Spello, Spoleto, Assisi, Perugia, perfino il centro di Foligno mi è garbato.
Assisi se la potrebbe contendere con Spello, solo che le mandrie di turisti che ci sono, io tra loro, ne deturpano la bellezza. S. Francesco da solo vale quanto un migliaio di belle chiese messe insieme, ma tutta quella gente ti fa venire il mal di mare. Meno male l'audioguida era decente e riusciva ad isolarmi un po' dalla baraonda.
Le brezze termiche davano ovunque refrigerio anche nei giorni di gran caldo. Evviva le città e i paesi in cima ai colli.
Le mie gambe e la mia schiena potrebbero avere qualcosa da ridire sull'ultima frase viste le gran camminate in su e in giù, ma bastava trovare, e erano numerosi, dei punti di ristoro sotto gli alberi per ricaricarsi in poco tempo.
A Spello potrei trasferirmici. E c'erano pure case in vendita.



28 luglio 2013

gli elfi son tornati, e sono più cattivi che mai

Bellissimo concerto dei Sigur Rós ieri sera a Lucca. Forse dovrei scrivere bellissimo e solito concerto, ma in realtà già durante ho notato delle differenze con altri loro spettacoli, eh sì che nel giro di neanche un anno era la terza volta che li vedevo dal vivo.
Hanno trovato un amalgama tra canzoni vecchie e nuove decisamente equilibrato, e inserito nel punto giusto della setlist quelle nuove.
Gli elfi si sono incattiviti.


All'ascolto di Kveikur, col mio solito video dalla qualità pessima, all'inizio del brano, quando mi son chiesto se fosse il caso di riprenderlo con quasi due minuti abbondanti di ritardo, ho capito che stavano facendo un grande pezzo live. E mi è subito balzata in mente l'idea che potevano benissimo mettere quella canzone in fondo ai loro concerti a sostituire Popplagið che resta pur sempre un capolavoro della musica live ma che se ne variassero la posizione nella setlist nessuno potrebbe scandalizzarsene.
Povero SacherFire, quanto poco mondo ho visto. Ogni tanto la mia ingenuità fa passare come accettabile qualche concetto pensato per soli pochi secondi.
La più devastante, spietata, grandiosa esecuzione di Popplagið che abbia mai sentito, comprendendo ovviamente i tanti video sparsi su internet dei loro concerti. No, non c'è confronto, che chiudano pure tutti i loro concerti con questa roba che forse viene da un altro mondo ma che sicuramente surclassa qualsiasi cosa riescano a fare, e bene, live. Popplagið, Lucca 2013, migliore versione live ever.

16 febbraio 2013

i misteri della metro 2 di Milano

Due settimane fa, prima di prenotare viaggio e hotel per il concerto dei Sigur Rós al forum di Assago di martedì 19 detti una sguardata anche all'orario della metro per tornare in centro a Milano dopo il concerto. Vuoi mica che non ci son più treni alle 22? La logistica quindi andava studiata prima della scelta dell'hotel.
Ultima corsa, diceva l'orario dell'Atm, a mezzanotte e 17'. Penultima alle 23:47.
Mi dissi che ci potevo stare, i prezzi dei pochi alberghi dalle parti del Forum mi convinsero definitivamente a scegliere di pernottare in centro. Al limite, se proprio Jonsi & Co. avessero sforato, sarei scappato prima della fine del concerto.
La scorsa settimana, nel curiosare di nuovo sul sito dell'Atm, notai che si è aggiunta la corsa delle 23:57 che limita alla stazione centrale. Lì per lì non ci ho fatto caso ma oggi, al ritorno dopo un'altra settimana sul sito, se ne è aggiunta ancora un'altra, quella di mezzanotte e 27'. E sto parlando di orari per un generico giorno feriale, non di corse extra per eventi speciali.
Treni che spuntano come funghi. Sarà forse umido di questi tempi a Milano? A questo punto mi aspetto l'aggiunta di almeno un altro treno nei prossimi giorni, così per simpatia. Ce ne è bisogno da quelle parti.

31 ottobre 2012

Breaking News: solo domani SF a Milano

Ripeto, domani e solo per domani il sottoscritto SF sarà a Milano. Amichi milanesi, siete ancora in tempo a scappare! O, a scelta, a venirmi a trovare dalle parti di corso Magenta (credo, boh, mo' spetta che controllo).

14 settembre 2012

se dopo 12 giorni torna già la voglia

Son passati 12 giorni dal concerto dei Sigur Rós a cui ho assistito a Villafranca di Verona. Pochi giorni fa sul loro sito hanno pubblicato un elenco di prossime date del loro tour tra febbraio e marzo. Ieri l'altro c'era il link per la prevendita dei biglietti ma ho titubato visto che, prima di leggere qualsiasi informazione sull'acquisto, chiedevano un po' di dati anagrafici. Stasera mi sono accorto che da oggi è iniziata la vendita vera e propria.
Nel giro di cinque minuti ho acquistato due biglietti per la data del 19 febbraio a Milano.
Non so da quale sindrome io sia affetto ma di certo è qualcosa che obnubila la mente. Però mi tiro su dicendomi che divento felice con poco. Evviva.
Si inizia di nuovo: chi vuol venire?

10 settembre 2012

abbonamento ai Sigur Rós

Ma come, sono reduce dal bel concerto di soli 8 giorni fa a Villafranca di Verona, gustato in compagnia dell'autoctono John, e scrivo solamente bello perché non c'era Kjartan, il pianista, cioè l'unico tra loro che ufficialmente ha studiato musica, e questi mi ripubblicano un altro elenco di date per febbraio prossimo?
Ma allora ditelo, devo fare l'abbonamento ai Sigur Rós? Sul sito ufficiale non c'è l'apposito link per gli sconti agli aficionados, mi sa che al solito dovrò arrangiarmi.
Lunedì 18 febbraio a Jesolo oppure Martedì 19 febbraio al Forum di Assago? Il dubbio mi sta lacerando anche se forse tornerà più comoda la seconda data.
Prenderò 2 biglietti (almeno). Iscrizioni ai sachelettori aperte.

16 agosto 2012

i timidi napoletani

O quasi. Alcune impressioni del mio recentissimo errare in quel di "vedi Napoli e poi muori".
Come resistere alle insistenze dei viaggiatori napoletani presenti nello scompartimento del treno durante il viaggio di andata? Non si può, la mia proverbiale spocchia ha ceduto alle loro insistenze. Curioso che, appreso che non ero di Napoli, in separati momenti, sì perché le conversazioni intavolate contemporaneamente erano almeno tre, mi sia stato chiesto del perché stessi allora andando a Napoli.
L'ospitalità del romano trasferitosi per lavoro a Napoli, che fa di lui il potenziale obbiettivo di biasimi misti a commiserazioni, ha previsto tante corse di taxi quante ne ho mai prese finora nel resto della mia vita, musei, tanti musei, chiese, tante chiese, mal di piedi e di gambe, tanto mal di piedi e di gambe, camera con vista.
Le poche cose che ho capito di Napoli.
Città, musei e chiese, tutto bellissimo. Città sbrigativa, al contrario di quello che uno si potrebbe aspettare, l'importante è che, fatta una certa, tu ti levi di torno. Così ad esempio a Capodimonte, un'ora di tempo per visitare 60 sale, fate un po' voi; oppure da Pellone, la pizzeria. Qui però è toccato agli altri levarsi di torno presto, noi siamo stati onorati dall'aver dovuto chiedere noi il conto.
Trasporti pubblici un po' ridicoli, frequenza degli autobus minore di una città di provincia.
Sensazione di allerta costante. Radiografie subite, innumerevoli. Problemi solo col caldo.
Mozzarelle di bufala di un altro pianeta. Sfogliate da riprovare con qualche grado in meno. Caffè, non me lo hanno fatto. Brutta storia.
E su tutto la netta sensazione, forse influenzata da quanto detto dall'ospite, che in fondo in fondo, i napoletani, quelli più veraci, esprimono una misconosciuta timidezza.

08 luglio 2012

la poco irrestistibile ascesa al consumismo moderno

Sono andato per la prima volta in vita mia all'Ikea, rigorosamente accompagnato da fedeli badanti che hanno cercato di rincuorarmi durante le mie irrisolvibili perplessità (ah, ma se prendo questa poltrona col suo cuscino il prezzo è minore della somma dei due articoli, con un altro cuscino il prezzo è la somma dei due? perché?). Telegraficamente:
1. la combinazione caldo fiorentino + aria condizionata svedese è stata devastante; mi sono consolato a non essere stato l'unico col mal di testa per quasi tutto il tempo; velo pietoso sui dolori reumatici alla schiena;
2. le polpette svedesi sono state bocciate senza appello, soprattutto dallo stomaco; la marmellatina ai mirtilli aveva un suo perché, la salsa all'arrosto non sapeva neanche lei cosa ci stesse a fare; la tortina al cioccolato, offerta del giorno, che ben mi son guardato dal prendere ma che comunque ho assaggiato conteneva un surrogato, ho detto tutto; alla fine del pranzo la trita e ritrita frase è uscita anche dalla mia bocca "ma un bel piatto di pasta al pomodoro no, eh?";
3. la concentrazione di bei ragazzi e begli uomini è stata da gaypride; yeeaah, evviva l'ikeeaah;
4. i primi acquisti all'Ikea della mente malata qui scrivente: plastis (per produrre il ghiaccio a forma di delfino, che farà tanto contenti i nipoti), bräda (il cuscino, non il piano rigido), benno (da anni sapevo di avere l'angolino giusto in salotto per questo porta dvd; la meraviglia dei badanti di cui sopra che, dopo il montaggio, hanno constatato l'esistenza di muri non dritti né in verticale né in orizzontale in casa mia, eh sì che ci saranno venuti centinaia di volte), poäng con annesso poggiapiedi (finalmente anch'io posso poängare).
Un post di cui si sentiva il bisogno.

05 luglio 2012

vado a mangiare le polpette

Sabato andrò, rigorosamente accompagnato da amici insegnanti di sostegno per le povere menti malate come la mia, per la prima volta in vita mia all'Ikea a Sesto Fiorentino.
Addirittura ci pranzeremo pure. Ovvio che sia appena stato a visitare il sito, o meglio la pagina dell'Ikea Food.
Che difficile decisione dovrò prendere: salmone o polpette?
Ricordo ancora quando lavoravo presso il precedente datore di lavoro che con un mia collega, nel consolarci che anche se le cose in ufficio andavano male avremmo trovato posto all'Ikea, ci eravamo già assegnati i compiti, lei a preparare le polpette, io sarei stato il perfetto addetto al salmone.
La poang è diventata overrated o la sua versione economica palesa un understatement fastidioso?
Certo che dove la piazzo in casa mia, dovrei buttare qualcosa, mah vedrò. Ora sfoglio il catalogo. Se me ne vengo con le candeline che qualcuno mi sopprima.
Yeeaah, vado all'Ikeeaah.

11 giugno 2012

questo pride che non si affievolisce mai

La festa del gaypride quest'anno ha goduto delle belle decisioni prese dai suoi organizzatori. La prima che nonostante il terremoto comunque si continuasse, la seconda di eliminare i carri (che non ho mai capito perché li chiamino così visto che sono veri e propri tir) e devolvere le spese per questi in fondi per la ricostruzione, e la terza che ha visto aggiungere nel programma le iniziative di raccolta fondi, sempre per le zone terremotate.
Sono passato dapprima in piazza Maggiore dove sapevo esserci dei banchetti con la vendita diretta del parmigiano "ammaccato". Quando sono arrivato era già finito, in due ore lo avevano dato via tutto. Ecco, e a me niente? No. Se vuoi c'è del pane di Ferrara, altro prodotto tipico. Che per me, di tipico quel pane lì è che proprio non lo concepisco, né come forma né come gusto. È altro dai, non è pane.
Doveva piovere e invece c'era il sole. Già l'inizio era stato promettente. Tantissima gente che, per la prima volta, è stata l'unica protagonista. Eh sì, è stato il mio primo gaypride senza carri. Ora, dopo questo Bologna Pride 2012, so che è possibile anche un altro pride, più centrato sull'iniziativa di gruppi più piccoli e che dà, di conseguenza, più visibilità alla grande massa dei partecipanti. Le bande presenti sono state molto brave e coinvolgenti, vero trait d'union per tutta la parata. Pure Bologna, dopo l'accoglienza un po' freddina del 2008, è stata partecipativa.
Io, come ho scritto in qualche tweet, così tanta gente non l'avevo mai vista tranne, ovviamente, allo storico pride di Roma 2000. Mi son trovato all'angolo tra via Marconi e via dei Mille, e poco più avanti tra questa e via dell'Indipendenza ed entrambe le volte ho visto in due direzioni gente a non finire.
Sono pertanto rimasto molto sorpreso questa mattina nel leggere in giro le stime che parlavano di una partecipazione di 30.000 persone, visto soprattutto che non erano provenienti dalla questura. Io avrò pure preso un abbaglio, ma anche chi ha riportato questo dato.
Ho fatto un po' di foto. Le sto caricando poche alla volta perciò tornate a vederle.

09 giugno 2012

al Bologna Pride

Oh, io oggi pomeriggio sarò al Bologna Pride. La lobby gay colpirà ancora: scappa Giovanarda! Yeppa yeppa yeah.

06 maggio 2012

la storia dei Quattro Coronati

In una giornata, quella di sabato 28 aprile, in cui il mio cicerone romano mi ha -come è uso fare durante le mie puntate nella capitale- scorrazzato per chiese (tanto a Roma ce ne è un fottio, non siamo ancora arrivati a metà, pur sembrando dei novelli woitilacci che se le faranno tutte queste chiese) sempre piene di festanti (?!) ospiti di matrimoni appena finiti di celebrare o con la sposa in arrivo a bordo di una bianchina, ecco che sorprendentemente ne abbiamo trovata una priva di sposi e annessi invitati.
Casualmente arrivati in via Capo d'Africa, dalle parti del Colosseo, l'attenzione viene catturata dal bastione posto in fondo alla strada. Chissà cos'è, chissà se ci si può entrare. Fatta una salitina niente male per sgranchirsi le giunture, eccoci davanti a questa specie di fortezza. Uno, due chiostri, la chiesa bellina e con la classica frescura che ti aspetti.
Volendo il mio consiglio, la chiesa si presta bene a celebrarvi matrimoni. Sarà la mia natura di bastian contrari ma nel giorno in cui tutte le altre erano occupate ecco che solo per questa vi darei il mio consiglio. Qui alcune foto del vostro SF.

Ed ora, per la serie "le allegre vite dei santi", una breve illustrazione di chi siano e cosa abbiano fatto questi santi quattro coronati. Sinforiano, Claudio, Nicostrato e Castorio erano degli scalpellini cristiani vissuti ai tempi di Diocleziano. Quest'ultimo, antipatico fino al midollo, se ne andò a comprare del marmo per i suoi palazzi (anche allora non ci si fidava degli architetti) in Pannonia, che oggi chiamiamo Ungheria, Austria, Croazia, Slovenia (poi dice uno non si deve rifare al passato... un'unica regione al posto di quattro), e incontrando questi scalpellini ordinò loro, nel senso di dare una commessa di lavoro, di scolpire un'effigie del dio Esculapio.
I quattro, affatto commossi dalla richiesta e per nulla avvolti dall'aurea mistica dell'esculapio (qui alle mie latitudini il suo richiamo ha precisi connotati pregni di positività), ricorsero alla classica scusa de "la nostra religione non ci permette di ...", per cui vennero dapprima flagellati per convincerli con le buone ad abiurare il cristianesimo. In seguito venne ordinata, stavolta nel senso di imporre, la loro morte tramite inserimento in casse di piombo e conseguente getto delle stesse in un fiume.
A margine, pure un altro -tale Simpliciano- fu condannato a morte perché cercò di recuperarne le salme. Tutti e cinque sono diventati protettori dei muratori, ma solo ai primi quattro è stata intitolata la basilica che ho visitato. E questo non fu affatto sportivo.

01 maggio 2012

salvaiciclisti - la manifestazione del 28 aprile

La bella iniziativa del gruppo #salvaiciclisti ha potuto godere di una bellissima giornata e di una bella folla che ha fatto contorno a quello che era e sarà in futuro il fatto principale: finalmente in Italia si inizia a parlare di una diversa mobilità urbana, pensata per i ciclisti ed i pedoni.
Tanta gente, tante biciclette, tanto spirito giovanile. Per un bel post rimando volentieri a quello di Marmaz che raccontare lo sa fare meglio di me.
È stata una meravigliosa passeggiata in mezzo a tanta bella gente. Perché sì m'è toccato camminare, gli amici che mi ritrovo a Roma non hanno bici funzionanti da prestare. Vai a sapere cosa ci fanno, io la mia Bianchi sciagattata insisto ad usarla nonostante ogni tot perda qualche pezzo. Però ci sono, rispondono alle mie email di esortazione e mi ci accompagnano pure.
Sia chiaro, ci sono state pure cose che non hanno funzionato. Il sistema di amplificazione è stato ampiamente sottodimensionato. Non sentivo bene pure quando ci eravamo avvicinati.
E ancora altro. Me lo faceva notare il cicerone de noantri, dove noantri siamo i cialtroni foresti, e il cicerone è quello che ha l'inflessione della parlata leggermente tendente alla lingua di Trilussa. Diceva infatti, mentre ci avvicinavamo lentamente al cuore della folla, che più che una manifestazione sulla mobilità si stava trasformando in una manifestazione nazionale dell'immobilità. Tutti fermi tutti bloccati e incastrati.
Bell'ossimoro, ho pensato, qui si dà il là alla lobby automobilistica, prenderanno a spunto questo ingorgo di ruote e manubri per dimostrare che negli ingorghi di auto si sta più larghi.
Eppure in quel marasma ho visto gente che riusciva a spostare lievemente la bici senza farla mai urtare contro qualcuno o qualcosa. Io avrei portato via caviglie polpacci stinchi con ruota anteriore, pedali e pure ruota posteriore. E se non credete che sia possibile è perché non mi avete mai visto quando, anni fa che potevamo mettere le bici nell'androne di casa, con tutte le attenzioni del caso andavo immancabilmente a strusciare in più punti e a diverse altezze il portone di casa, sverniciandone un po' per volta il legno.
Molte belle persone. Intendendo che andare in bici fa bene, ti fa diventare più bello. Mi dicono che il livello delle ragazze era decisamente alto, non so, mi fido. Fidatevi di me quando dico che sicuramente lo era quello degli uomini, madonna se lo era. Un po' di foto della giornata.

29 aprile 2012

la sacher ventilata

Vengo a sapere che il forno aveva pure il programma pasticceria. Ventilato sì ma col programma.
È stata, che io ricordi, la seconda sachertorte preparata interamente fuori dalla mia casetta. La prima, ricordano le cronache della prima repubblica, fu creata, con infinita meraviglia delle mie zie e di mia madre per la concessione della cucina a loro da sempre negata, a casa di mia nonna nei primi anni '90.
Insomma, la sfida della ventilazione era una cosa che non avevo ancora avuto occasione di affrontare. Per me una novità assoluta, viaggio ancora con un vecchio forno elettrico e so che, quando tirerà le cuoia, sarò costretto a reinventarmi.
Due cose su tutte: sì, la ventilazione fa quello che dice, distribuisce il calore per bene e infatti l'impasto si è lentamente alzato quasi fosse un disco perfettamente piatto. E no, per ora la ventilazione mi ha fatto toppare sui tempi di cottura ma soprattutto sulla giusta temperatura per una perfetta lievitazione.
Non ne sono restato soddisfatto ma nel giro di 20 minuti ne ho vista comunque svoltolare via sotto i miei occhi la prima metà.
Tanto c'era pure il secondo dolce. Il dessert è stato garantito.
I bucatini all'amatriciana erano notevoli. Pure l'orsetto di maiale ha riscosso un certo successo.

25 aprile 2012

i treni carri bestiame toscani del 25 aprile 2012

Oggi, nell'andare verso l'appuntamento ormai tradizionale del 25 aprile a Pistoia, ho trovato sui treni dell'andata e del ritorno delle situazioni per me nuove.
Stavolta mi son mosso passando da Firenze. Sia col treno delle 9.06 da Livorno sia col treno delle 17.34 da Rifredi ho fatto dei viaggi allucinanti. Vagoni pieni zeppi, passeggeri in ogni dove, e le sardine in scatola che si schernivano di noi ballando. Due viaggi al limite dell'allucinante. I treni puntuali. C'è spazio per migliorare.
Con l'esclusione dello scorso anno per cause di forza maggiore, il 25 aprile in treno è una cosa da me già sperimentata molte volte, e sempre sulle stesse tratte. Mai una volta che abbia visto degli affollamenti del genere, e sì che di gente che si sposta ce ne è sempre stata.

Due considerazioni.
La prima è che qui in Italia la composizione dei convogli ferroviari è fissa. I treni Livorno - Firenze, tranne eccezioni, hanno sei vagoni. Che sia quello delle 6.30, o delle 23 sei vagoni hai a disposizione. Molti viaggiano vuoti, altri strapieni. Se quello delle 8.11 è invece più lungo perché viaggia nell'orario di punta per i pendolari, e stai tranquillo che lo avrai sempre così, anche il 1 gennaio. Non so se sia questione impossibile da affrontare o se sia difficile da organizzare, quindi impossibile perché organizzare è verbo sconosciuto a queste latitudini, ma non viene mai in mente a nessuno che i treni potrebbero essere composti in base alle affluenze stimate di viaggiatori?
O, se questo è impossibile, visto che ormai sono ridotte ad un numero esiguo le stazioni che hanno o fungono da depositi - è così impossibile iniziare anche col traffico locale un sistema di prenotazioni, almeno per i convogli che viaggiano al di fuori degli orari dei pendolari?
Mi sa che la situazione possa essere, al solito aggiungo, beffarda. E cioè che qualcuno ci abbia già pensato, e chissà da quanto; la certezza però sta in un altro elemento, e cioè che per inedia, inefficienza, accidia, chiamatela come volete, questo qualcuno si sia trovato davanti al classico muro di gomma. E poi signora mia, i dirigenti -quelli che contano- le devono pensare loro queste cose, guai altrimenti, che non lo sapeva?
La seconda considerazione è più spicciola. Inizia a costare tanto, troppo, spostarsi in macchina, vero?

23 aprile 2012

veni vidi bici - endorsement

Mi chiedo se sia già il momento per fare l'endorsement ufficiale per la manifestazione di sabato prossimo, 28 aprile, ai Fori Imperiali a Roma: Veni Vidi Bici - Salva i ciclisti (città a misura di bicicletta).
Intanto faccio notare che per la prima volta, credo, su questo blog viene scritta la parola endorsement. E vi ci scrivo pure la traduzione, che l'ho messa a senso e pazienza se mi son sbagliato: ... approvazione, adesione. Toh, c'ho visto giusto; oddio, può essere usata pure per girata. Vabbè, fine divagazione.
Insomma, tutto per dire che a Roma, alla manifestazione sulla mobilità ciclistica ci andrò ma sarò a piedi. Quei gran cialtroni dei miei amici hanno pensato bene di romperle, di lasciarle inutilizzate per anni e così via, povere bicilettine. Però vengono pure loro e io, si sa, mi accontento. Ai Fori Imperiali dunque, dalle 15 alle 18!
Il sito Salvaiciclisti vi dirà tutto quello che c'è da sapere e che, neanche se lo cercherete per bene, non troverete qui.
Dico solo che se non si è mai provata la sensazione, nel girare per le nostre città, che sia arrivato un punto di non ritorno e che sia necessario un cambiamento del paradigma della mobilità urbana, non saranno di certo le soluzioni proposte da questa iniziativa ad invogliare chi non vuole cambiare. Potrete restare chiusi nelle vostre auto per due ore in più al giorno di quanto già non vi succeda, ma resterete soli coi vostri lamenti.
Curioso che in Olanda, durante la crisi petrolifera dei primi anni '70, successe quello che mi augurerei per le nostre città. La situazione è simile, un'occasione forse irripetibile.

23 febbraio 2012

e finalmente il giorno del Bologna Pride 2012

Magari è già da settimane che la data era stata decisa; io però l'ho imparata solo pochi minuti fa. Sabato 9 giugno a Bologna, gaypride nazionale.
Basta organizzarsi, un panino, una bevanda, un treno, una passeggiata. Tante foto e tanti sorrisi.
Venite a Bologna. Io ci andrò.

14 novembre 2011

e due acciughine fresche

Assistere ad una corsa amatoriale nella piena periferia pratese è un'esperienza.
Già il vedere i preparativi con gli stand gastronomici in funzione ancor prima che siano arrivati alla partenza tutti i partecipanti, ti fa fa capire che forse ne sarà valsa la pena di essere svegliato alle sette di domenica mattina.
Chiaramente sto parlando di crostini, lampredotto e mortadella. Con cosa vuoi correre sullo stomaco, scusa?
Poi c'è l'estrazione tra i concorrenti dei premi offerti dagli sponsor. Prima della partenza, perché così, almeno i più -mi verrà spiegato-, resteranno qui invece di avvantaggiarsi lungo il percorso.
Gare non competitive, dice.
Infatti, quando alla fine si sono messi sulla strada in attesa dello starter, ecco che ti vedo una buona metà dei presenti che inizia a correre. Lì per lì penso che vadano a fare un po' di riscaldamento, ma no, bastano quei 30 secondi per vederli svoltare dietro l'angolo per farmi capire che non torneranno indietro.
Solo per gli aficionados quindi il classico sparo di pistola.
Pum. E via, io e la TUF sister che ci avviamo verso la pasticceria a far colazione coi bomboloni.
Più avanti ci piazzeremo all'angolo di strada già occupato da Stellalpina. I partecipanti alla gara da 3 km stanno già passando da lì. Una fauna variopinta.
Due donne, con fare da similsportive della domenica, trotterellano accanto l'una all'altra scambiandosi ricette "...e poi prendi due acciughine fresche...". Ancora qualche minuto ed ecco che a chi stava per sbagliare strada Stellalpina urla "ma no, vada di là, verso il centro Alzheimer". Ecco, cose così.
Poi è passato Inve, ancora in gamba. All'arrivo mangerà recuperando tutte le calorie spese. Un po' di foto.