18 settembre 2012

pride 2013 a Palermo: un po' più in là, no?

È di oggi la notizia che il prossimo pride nazionale, quello per l'anno 2013, sarà tenuto a Palermo.
Il mio commento, seppur senza intenti offensivi nei confronti dei palermitani e siciliani in genere, è: un po' più in lontano era difficile andare.
Mi spiace perché vorrei sempre parteciparci. Certo che così distante mi cascano le braccia.

8 commenti:

Old man ha detto...

Si palermo è lontana, forse troppo. Però almeno a Palermo il Pride ha più senso cha a bologna. Io resto dell'idea che Roma sia la sede ideale, quella che dà più visibilità (non per niente è a roma che si fanno tutte le manifestazioni importanti), però Roma vuol dire Mieli e gli equilibri del cosidetto movimento GLBT sono molto delicati, quindi va bene Palermo, come a suo tempo Bari e Napoli, il Pride al sud ha un senso

totentanz ha detto...

Tralasciando il fatto che a me non piace proprio il concetto di "pride nazionale" (in Germania non ce n'è uno nazionale, semplicemente ce ne sono due in particolare - Berlino e Colonia - che per organizzazione e partecipazione hanno ogni anno maggiore risonanza mediatica, e per il resto ogni altra città ha il suo pride che politicamente non è subordinato a nessun altro pride), io sono favorevolissimo al pride nazionale tenuto in una posizione geografica "periferica", un po' perché si porta una ventata di visibilità frocia in luoghi che ne hanno un disperato bisogno, un po' perché Torino è altrettanto decentrata di Palermo ma quando lì si è tenuto il pride nazionale il problema non si è posto proprio. Sacherfa', data la configurazione stretta e lunga del paese, il pride nazionale sarà sempre lontano da qualcuno. Stavolta tocca a te ;)

totentanz ha detto...

E aggiungo: siccome la transumanza tocca ai siciliani nella quasi totalità delle volte, stavolta mi pare pure giusto :D

SacherFire ha detto...

Io esprimevo (ed esprimo) il rammarico del non poterci andare per via della lontananza.
Altra considerazione è invece l'opportunità o meno di fare il pride nazionale in una qualsiasi città che non sia Roma. Comprendo benissimo che in tante realtà una manifestazione del genere, con tutti gli eventi che ha, sia quasi catartica per la comunità glbt locale, ma siamo alle solite, e il nostro amico Ugualiamori è molto chiaro: al di fuori di Roma non facciamo e non siamo notizia.
Detto questo, grazie della visita Old man; stavolta tocca a me, mi duole farlo ma ti devo dare ragione caro totentanz ;-)

Paolo ha detto...

L'idea che il Pride debba tenersi in culo alla luna (poi magari uno ci va che Palermo è sicuramente una città meritevole di essere visitata) perché ci sono dei problemi di equilibrio politico nel movimento GLBT italiano...no scusate, ma fatico a trattenermi dalle risate... equilibrio politico? un branco di quattro checche e due imprenditori che hanno fatto tesserare i finocchi che vogliono liberamente incularsi tra di loro sono uno un movimento, due politico e tre equilibrio?

Ma dire una cosa tipo che vogliono andare a Palermo così si danno una ripassata alla fauna locale non ha più senso?

Mi spiace Totentanz, ma dissento in toto dalla tua idea di andare in giro perché così si dà visibilità: i movimenti gay non si esportano, così come non si esporta la democrazia: se a Palermo non vogliono darsi visibilità da soli, sentitissimi cazzi loro, non miei.

totentanz ha detto...

Paolo, da uomo e frocio del sud purtroppo devo che la visibilità gay purtroppo nel Meridione trae grande giovamento dalla spintarella di eventi come il pride. Non parlo di visibilità individuale, quella ognuno se la conquista o se la arroga come ho fatto io, ma di visibilità come minoranza bisognosa di riconoscimento e conseguenti diritti. La presenza del pride nazionale a Napoli nel 2011 in tal senso ha fatto molto, anzi moltissimo. A cominciare dal pride che è diventato di conseguenza un appuntamento fisso e che no, non è un'occasione per concentrare in una sola area la merce umana per scopi libidinosi, ma a Napoli ha una fortissima connotazione di manifestazione politica. Basta andarci per capirlo al volo.
Probabilmente no, il pride nazionale fuori Roma fa meno notizia, ma porta la consapevolezza della necessità di rivendicare diritti anche nelle aree più remote della penisola, ed è una cosa di cui non c'è bisogno solo a Roma, anzi più è spalmata sull'intero suolo nazionale meglio è. Per il resto, teoricamente ci dovrebbero essere le associazioni che per i diritti lottano nella capitale a prescindere dal pride, ma questo è un altro discorso.

totentanz ha detto...

La prima frase andrebbe tradotta in italiano come "Da uomo e frocio del sud devo dire che la visibilità gay purtroppo nel Meridione trae grande giovamento dalla spintarella di eventi come il pride."

totentanz ha detto...

E il pride nazionale a Napoli era nel 2010, non 2011. Sorry