09 settembre 2009

passato e futuro di piccole dimensioni

Mi viene da sorridere, in senso amaro ovviamente, a leggere quei passi dei resoconti sulla fiaccolata contro l'omofobia di ieri sera a Milano che riferiscono di chi chiedeva ai partecipanti se fosse una veglia per ricordare Mike Bongiorno.
Nel loro piccolo sono degli esempi di come qui in Italia ci siano veramente tante persone più tese al passato che al futuro. Disposte più a pensare ai morti e a come celebrarli che non a come far vivere bene chi è in vita e chi verrà.
Ieri, nel mentre sms-avo e chiamavo verso Milano, ho scoperto una cosa che mi ha sorpreso e non poco. A Livorno c'è, addirittura aperta da qualche mese, una sede dell'arcigay. Lì per lì ho pensato che a presentarsi quale arcigay Livorno su feisbuc fosse quel circolo che fu aperto a Piombino qualche anno fa. Invece no, da aprile c'è pure in città.
E questo, nel suo piccolo, lo vedo come una rappresentazione dei confini tra il mio passato e il mio futuro. Tra la mia atavica asocialità e la mia quasi infinita capacità di sperare nonostante tutto.
Ora non avrei più scuse per diventare socio. Tra l'altro è a 5 minuti di bicicletta da casa. Tanto chi mi conosce ha già capito: troverò le più ridicole scuse per saltare gli incontri settimanali. Ma d'altronde è vero, via Ferrigni è piena di buche, con la bici di sera rischierei di forare, di cadere, di picchiare la testa e diventare di botto migliore. Si vedrà.

6 commenti:

Typesetter ha detto...

Comunque, ieri sera hai trovato il modo di esserci anche tu ^_^

SacherFire ha detto...

Ué, c'era da sentirsi milanési a chiamare le amichétte con la fiaccolétta in mano ;-)
Uimmei, ma cosa sto scrivendo? Tentato dal milanese, io? Son messo male! ;-P

ALegalAlien ha detto...

uè, pistola, mi al savevi no. mi saria andàa cunt la fiaccola in man. Avaria ciamàa i amis. te saludi.
fra

SacherFire ha detto...

Uh, ma questa è una sfida cara ALegalAlien! E perché questo blog non rischi di trasformarsi in una succursale lombarda trascrivo a mo' di esorcizzazione il tuo commento in vernacolo livornese:

uè, pistola, mi al savevi no.
oh, bellino, e un lo sapevo mia. (il diminutivo spesso è usato come scherno; la doppia LL ha una pronuncia particolare impossibile da riprodurre qui; si dice e si legge mia, non miha che è fiorentino, oibò)
mi saria andàa cun la fiaccola in man.
sarei andato con la fiaccola in mano (qui si vede come la lingua italiana ha attinto a piene mani).
avaria ciamàa i amis.
avrei chiamato l'amici
Te saludi.
bona.
Andre

Paolo ha detto...

Ma alla sede dell'arcigay livornese potresti sempre farti accompagnare da un ganzo maschio che conoscerai all'uopo ivi dopo la prima volta che ci sei andato :)

SacherFire ha detto...

Paolo, conoscere uno in un posto, stavolta l'arcigay ma chissà quanti altri potrebbero essere, dove anche i sassi sanno che mai entrerò da solo, per poi farmici accompagnare penso manchi totalmente di logica. Chiedilo al vulcaniano che è in te ;-)