13 novembre 2007

nuovi lavori again

Da qualche giorno pare che di contabilità inizi a capirci qualcosa. Finalmente. Non ho ancora un sufficiente grado di sicurezza ma almeno il programma di contabilità ho iniziato a gestirlo in autonomia.
Dal vecchio lavoro nel frattempo si sono scatenati. Sono già due mattine che sono dovuto tornare laggiù. E delle cose arretrate che avevo fatto io a poco a poco è venuto fuori che volevano mi occupassi pure di cose non fatte da me. Roba da vergognarsi.
Tutto questo per dire che sto passando dei giorni molto confusi e di estremo nervosismo. Perché non riesco, se non dopo essere arrivato allo sfinimento, ad affrontare certe situazioni. A volte basta mezza frase per far retrocedere alcune richieste, altre volte non basterebbe recitare un poema.
Siccome io non ho tempo, caro Andrea guarda te di star dietro a questa cosa. Il leit motiv è riassumibile così. La mia difficoltà sta nel non saper gestire le vampate d'ira che mi salgono alla testa. In pratica non riescono a venire fuori, con urla o cose simili, ma neanche con parole dirette, chiare e concise. E così accumulo. Alla fine arrivo a casa, stanco e non riesco a rilassarmi affatto.
Poi capitano mattine come oggi, dove oltre a fare il dovuto faccio anche qualcosa in più e, con mia somma meraviglia riesco, prima ancora di far mente locale, con una pacatezza che pareva professionalità allo stato puro e invece era incoscienza, a motivare certe situazioni e rendermi disponibile per alcune cose -in rispetto agli accordi- e ricordare con semplicità che se delle altre non me ne ero mai occupato di certo non avrei potuto occuparmene adesso. Conquistato un sì che va bene così, sono fuggito a pranzo, hai visto mai che ci ripensassero.
Ora però, che avrei risolto le forti tensioni di questi giorni, non riesco a rilassarmi lo stesso. Mi sento ovviamente stanco, ma manca quel senso di soddisfazione che ripaga degli sforzi fatti. O forse, sapendo che in realtà questo lavoro fatto presso il vecchio ufficio si concluderà la prossima settimana, la mia mente -che la sa un po' più lunga di quello che io creda- mi ha già dato appuntamento tra 8 giorni. A me basterebbe addormentarmi sereno.

lo psicotico che è in me

Insomma, ieri sera alla fine mi son deciso e sono andato dal dottore. In 5 minuti ero già fuori con la mia bella ricettina in mano, peccato che le farmacie fossero già chiuse. Cortisone mi ha detto che mi prescriveva.
Stamani appena esco di casa passo in farmacia e noto che la farmacista guarda la ricetta e poi guarda me. E prima di darmi la scatolina con le compresse fa vedere la ricetta alla sua capa, che poi mi guarda anche lei.
Lì per lì non c'ho fatto caso. Ma mentre pedalavo mi son chiesto cosa mi avesse mai prescritto il mio medico.
Con calma stasera mi son messo lì a leggere il foglietto illustrativo. Ché tanto non mi spavento, ma mi piace tanto fare scena. Però di una cosa sono restato perplesso: dopo due letture non ho ancora trovato il benché minimo riferimento al cortisone, ai cortisonici, o compagnia bella.
Boh. Comunque sappiate che mi sto curando, a caso tra queste, per artrite (di diversi tipi), lupus, dermatomiosite (??), periartrite, cardite reumatica (??), asma, dermatiti, sarcoidosi, anemia emolitica. Assicuro che quello che mi ha detto il dottore non c'è; ma tanto non è mica così bravo a fare diagnosi. E' più affidabile come prescrittore di farmaci.
Mi sono già ingoiato una compressa da 25 mg (dose oversize per intenderci). In compenso rischio di aggravare le mie tubercolosi, ulcera, psicosi, herpes.
Ma io prima o poi vi inviterò lo stesso e, se non verrete per qualche causa inspiegabile (le cavallette a dicembre con 0° fuori, cose così), sappiate che verrò io...

11 novembre 2007

la serie dei comodini

Dall'idea originale, quanto la scoperta dell'acqua calda, di Frattaglia ecco a voi la mia partecipazione alla fantastica serie de 'i comodini'.
Per botte di cultura che stenderebbero chicchessia. Partecipate.

pizzini svelatori

Tu guarda che strano scoprire, così avanti nell'età, che nemmeno tanto velatamente sono un mafioso. Li rispettavo tutti e non li conoscevo nemmeno. Certo, la postilla sul parto non è di certo per me. Ma il resto? Giusto qualche volta mi sono presentato di mia spontanea iniziativa, però mica è sicuro che fossero degli amici nostri. Mi sorge solo il dubbio se continuare col rispetto, stavolta consapevole, del decalogo o rinunciarci. Temo però che un abito in cemento mi smagrirebbe troppo.

10 novembre 2007

più nerd nel mondo di SF

Da quando, quest'estate, hanno aggiornato il sito di specialstat -il mio contatore di fiducia- si sono verificati dei cambiamenti interessanti. Non solo mi è sparito senza aver fatto nulla il contatore sul mio blog, il codice è lì buono al suo posto ma il contatore no (boh), non solo da un giorno all'altro mi sono aumentati i contatti (circa un migliaio in più suddivisi sui mesi precedenti), non solo il contatore non ha funzionato per 10 giorni a cavallo tra agosto e settembre (sempre senza aver fatto nulla) ma da quando tutto pare tornato alla normalità -con l'eccezione del counter diventato invisibile- ho verificato che tra i miei lettori sono aumentati a dismisura gli utilizzatori di piattaforme Mac e Linux. Fino ad agosto si viaggiava a percentuali misere intorno al 5% per i primi e 3% per i secondi, ora siamo da svariate settimane all'8% per i primi e al 17% per i secondi.
Dal momento che questo blog, se possibile, è peggiorato come ambiente per nerd alla ricerca di novità -manco lo è mai stato in effetti- mi chiedo se con il progressivo ingresso sul mercato di Vista sempre più gente non sia stata invogliata a rivolgersi altrove.

07 novembre 2007

sì, mi è confacente

Oh via, ma c'era proprio bisogno? Soddisfazioni ne avete avute, riprove lo stesso.
Ovvio che è stata la mia grandissima modestia che non ha saputo resistere.





You Are an Excellent Cook



You're a top cook, but you weren't born that way. It's taken a lot of practice, a lot of experimenting, and a lot of learning.

It's likely that you have what it takes to be a top chef, should you have the desire...



Via Typesetter (chi altri?).

06 novembre 2007

noi vi amiamo

Anche se arrivo in forte ritardo mi dispiaceva non salutare Enzo Biagi qui sul blog. Per farlo scelgo l'intervista a Roberto Benigni, quella de Il Fatto del 10 maggio 2001, che poi scatenò a distanza di circa un anno l'editto bulgaro. Peccato non sia completa, e che non abbia trovato il video sul sito Rai -o meglio il link lo ho trovato ma il video non mi si apre comunque-. Ma sul sito Rai almeno c'è la trascrizione del testo dell'ultima parte, quella assente nel video di Youtube; il noi vi amiamo finale può semplicemente coronare una trasmissione come quella ed una carriera.
La scelta parrà strana visto che il protagonista sembra sia Benigni, ma basta ascoltare bene le poche e mirate domande di Enzo Biagi per capire il suo modo di porsi e il suo modo di essere.
Come solo quel tipo di persone sanno fare, era lui che ti salutava anche quando doveva star lì a ricevere i saluti, e ti ringraziava quando lo avresti dovuto fare tu.


03 novembre 2007

ora ne mancano 3 e mezzo

Mi pareva tempo fa di aver letto in giro per la blogsfera che il video era sparito dai siti Rai, e invece è lì negli archivi. Parlo di quando, 8 gennaio 2006, Ualter Ueltroni disse chiaro e tondo che finito l'eventuale secondo mandato come sindaco di Roma non avrebbe ricoperto altri incarichi.
Per ora, benpensanti che siete, resta di parola. Comunque parlava di cinque anni dopo l'intervista di Fazio. Gliene rimangono 3 e mezzo. Gnaa farà?

02 novembre 2007

regalie

Qualche giorno fa chiesi a mia madre se al mercatino del venerdì (che poi tanto ino non è, viste le centinaia di bancarelle) mi cercava delle pantofole nuove.
Oggi a pranzo mi sento fare: aspetti s. Andrea o le vuoi ora? Qui si è tanto atei quanto attaccati al patrono del paese di mia madre, e dal momento che da sempre per il 30 novembre arriva un regalo, scusate la profonda coerenza ma si festeggia anche il mio omonimo santo. Le pantofole vanno anche bene... insomma... non sarebbero proprio come le desideravo ma almeno la suola non è in un pezzo unico. Che si vuole, star lì a guardare in bocca a caval donato? Stasera sono passato a prenderle.
A quel punto ho fatto cenno che per natale (contraddizioni all'ennesima potenza), se proprio ci tengono, un bel portafoglio e un portachiavi bello grande servirebbero come il pane. No dico, al nuovo lavoro mi hanno dato un chiavistello da 12 cm, dove lo metto?

01 novembre 2007

canzone del mese - ottobre 2007

In ottobre ho visto due concerti tanto diversi tra loro quanto belli e per me arricchenti in termini di emozioni, The Police e The Ring Around Quartet. Avevo pensato di mettere quale canzone del mese una So Lonely o, dopo domenica scorsa, una Mignonne, allons voir si la rose però ho capito che nel scegliere una al posto dell'altra avrei fatto un torto o a Gordon Matthew o a Umberto. E, visto che è stato un mese di stravolgimento per me, avrei fatto un torto anche a me stesso.
Per cui scelgo una canzone del tutto diversa. Almeno quattro o cinque volte ho avviato l'ascolto del cd in modalità random ed è stata selezionata sempre quale prima canzone. Insomma, tra titolo e randomizzazione reiterata non poteva che essere scelta lei: The Queen (e con questo fanno tre gruppi col The davanti ;-P), Keep Yourself Alive.



31 ottobre 2007

il giusto paragone

Non perché vi autorizzi a farvi gli affari miei, ma giusto per informazione questo mese (solo questo, intendiamoci) tra ultima busta paga del vecchio lavoro e busta paga del nuovo lavoro ho guadagnato di più del nostro #6.
Al contrario suo però non invito le donzelle leggenti a farsi avanti ;-D.

ratzibed

Fine mese, tempi di... nuove frontiere dell'obiezione di coscienza. Un grazie a Non è niente.

30 ottobre 2007

boh e mah

Studiare certe materie, non metterle mai in pratica sul lavoro e poi dopo vent'anni doverle riprenderle in mano è peggio che non averle mai studiate e dover affrontare quei concetti per la prima volta. Questa è la massima odierna, è stata la massima di questi giorni appena passati, e sarà la massima dei prossimi giorni.
Fino a quando non riuscirò a fare il salto. Se in su o in giù però non lo so ancora.
Allo sconforto si aggiungono i ricordi che quelle cose di contabilità, ai tempi, le volavo - o quasi. E l'essere affranto nel vedere le colleghe che si prodigano per farmi esercitare e rispolverare un po' i concetti, come piace dire loro. Ma tolta la polvere non c'è proprio rimasto più niente.
Ma se quelle cose le avevo capite, prima o poi riuscirò a scalfire questo muro che mi sento in testa? Per ora c'è solo un grande boh che mi rimbomba nella testa. O è un mah?

29 ottobre 2007

la lietezza nel cuore

A volte i viaggi restano dentro, nel corpo; acquistano un valore grande forse anche perché inaspettati. In genere è difficile che si verifichi questo quando sai già che vivrai comunque una bella occasione di svago; però quando ci sono delle belle aspettative e ne resti lo stesso sorpreso vuol dire che quello che hai vissuto è valso ancor di più.
Il viaggio di cui parlo non è un viaggio in senso stretto. Firenze per me è sempre stata solo un'escursione in un quartiere distante. Il viaggio di cui parlo è invece un viaggio nella leggerezza e nella lenta scoperta di tante emozioni, svelate col canto.
Sono andato al Teatro della Pergola a Firenze. Nel Saloncino, alla faccia dell'ino - 400 posti!-, c'era il concerto de The Ring Around Quartet.
Un'acustica superiore, ché per accorgermene io è tutto dire, per uno spettacolo incantevole. Un gioco non solo di voci, ma pure di passi e movimenti lievi, e poi di luci e di applausi.
I fiorentini che avevo dietro, all'intervallo se ne sono usciti con tre "bravisssssimi" sussurrati in modo veramente.... fastidiosisssssimo. Non ho detto loro nulla sul fatto che storpiavano la lingua, ma poi ad essere pratici avevano ragione.
Nei bei concerti, quasi che fossero delle tele da tessere piano piano, gli artisti giungono ad un punto di svolta oltrepassato il quale anche uno spettatore sprovveduto si accorge di assistere ad un qualcosa di speciale. Sarà stato quell'unico riflettore che dava la giusta atmosfera, sarà stato l'essere tutti e quattro vicini a dare un'idea di unicum ma la versione di Mignonne, allons voir si la rose è stata da brividi. E, per chi segue il link e l'ascolterà non si faccia trarre in inganno: anche a me non ha detto molto ascoltando il cd; ma alla Pergola sono rimasto a bocca aperta. E' bello ogni tanto trovarsi commosso; è bello venir sorpresi quando meno te lo aspetti.
Nel ritorno a casa c'era la nebbia lungo la ferrovia. Frequentare certi posti te ne fa in genere scordare l'esistenza. Pedalando dalla stazione a casa poco fa c'era invece un cielo stellato, da incanto.

28 ottobre 2007

se 498 vi sembrano pochi

Oggi oltretevere hanno elevato al rango di beati ben 498 spagnoli, la maggior parte religiosi, morti nella guerra civile spagnola e nel breve periodo che la ha preceduta. Martiri del 20° secolo.
Non so se essere d'accordo con questa definizione. Mi sa che un buon numero di loro, la maggioranza forse, sono stati messi di mezzo dall'allora schierarsi della chiesa spagnola dalla parte del golpe del generale Franco prima e del suo regime poi. Giusto per ricordare la natura universale degli insegnamenti divulgati.
Cosa il regime franchista abbia fatto in termini di testimonianza cristiana mi sfugge. Magari uno avrebbe dovuto vivere in prima persona il franchismo per rispondere adeguatamente. Mi ritengo però fortunato a non averlo sperimentato e pazienza se le mie parole rimangono al livello di pure supposizioni.
Certo che oggi si beatificano tante persone morte ammazzate, quasi che fosse un dovere storico, oltre che religioso, rendere loro un riconoscimento.
Peccato che la storia, quella storia che va sotto il nome di guerra civile spagnola, il suo vincitore lo avesse proclamato già nel 1939. Con la chiesa al suo fianco. Decenni passati, coi vincitori a braccetto, e tutti questi morti fermi in un qualche faldone, pronti per essere messi di mezzo un'altra volta.
La storia la scrivono dapprima i vincitori. Dopo, pur con tempi molto lenti, può rendere giustizia ai vinti. Era la loro occasione, sarebbe stata la loro occasione. Ma si sa, chi pensa al bene universale in genere è accecato dall'impegno che mette in certe azioni per accorgersi del dolore che causa.