11 febbraio 2011

choccolandia 2011

Son passato stasera in fretta e furia da Piazza Cavour ed ho guardato gli stand di Choccolandia. Forse è stato perché quando vado in bici mi tolgo gli occhiali, ma non ho visto grandi robe. Gli stand saranno stati in tutto una dozzina. Alcuni senza nessuna personalità.
Per fortuna almeno uno aveva le confezioni di dragees con svariati abbinamenti. Ecco, cari produttori cioccolatieri: volete che il qui presente SF si soffermi al vostro stand? Fatemi trovare una distesa di confezioni di dragees. Magari non vi compro nulla, ma di certo mi ci soffermerò volentieri a curiosare. Ne ho presi di cinque tipi. Pochi, forse.
Poi ho preso una bella bottiglia di liquore al cioccolato. E spero che lì dentro ci sia quello che mi hanno fatto assaggiare. Devo fare un regalo, facile che non saprò mai la risposta.
Mi sono infine pentito di non essermi soffermato allo stand dell'unico siciliano. Curioso che non c'era, almeno a prima (e fallace) vista, cioccolato. Ma forse quelle robine verdi che erano dietro al vetro contenevano dei veri pistacchi di Bronte. Magari ci ritorno.

09 febbraio 2011

meccanismi pavloviani nell'omofobia latente

Stamani in ufficio nel sentire i commenti alla notizia del certificato anagrafico che varrà anche per le coppie di fatto, gay incluse, mi sono in un istante ricordato del perché, sebbene siano poco più di tre anni che ci lavori, non abbia ancora fatto coming out lì dentro.
Fin da subito non notai comportamenti e atteggiamenti eccessivamente omofobi, piuttosto è sempre stata una percezione, una sensazione che sotto sotto la cosa un po' di disturbo potesse darlo. Per cui sono sempre stato dell'avviso che avrei parlato solo se le circostanze avrebbero portato la conversazione su certi temi e non, come invece sono convinto sia giusto fare e come ho fatto in passato, crearmi l'occasione.
Poi stamani, dicevo, un collega legge la notizia su Il Tirreno. Cercava di capire se la cosa potesse o no interessare il suo caso, visto che convive ed ha un figlio; legge anche il passo che riguarda l'estensione alle coppie omosessuali. Tempo pochi secondi e due mie colleghe, purtroppo quelle che reputavo migliori (di cosa o di chi ora non so) se ne vengono fuori con due considerazioni.

Sì certo, ora poi vorranno anche i figlioli tutti per loro.
Eh già, quando apri una breccia... A quel cantante americano, quello famoso, glielo hanno dato in affido. Eh, Elton John.

Stavo per affrontare la cosa con ironia. Che se proprio dovevo incazzarmi era perché aveva dato dell'americano a Sir Elton. Poi ho pensato che ad Elton John il figlio glielo hanno dato in adozione, e se una madre non sa la differenza tra affido ed adozione forse è meglio non fare più ironia.
Ma è stata più la prima frase a colpirmi. Il meccanismo pavloviano mi è sembrato lampante: al primo scampanellio di un supposto ma non dimostrato avanzamento dei diritti per le coppie omosessuali ecco che arriva la bava sui bambini da proteggere. Anzi, il tono col quale la mia collega ha proferito quella frase mi ha fatto intuire che forse il discorso sui bambini non è tanto una conclusione -da evitare- alla fine di un percorso di riconoscimento o disconoscimento di diritti ma ne è proprio l'inizio. I bambini non ti spettano, ne consegue che anche dei diritti non ne hai necessità totale.
Poi ha squillato il telefono, e sono andato a rispondere.

06 febbraio 2011

tra waffe e farine

Alla coop c'erano i waffeletten della bahlsen in offerta. Credo siano passati 2 nanosecondi et voilà, nel carrello. Che poi, mi son detto, cosa ci faccio coi waffeletten da soli, mi ci vuole la panna da montare. Secondo et voilà. Ora son qui che mi devasto facendo colazione.
Sul fronte farine, impasti ed infornate ho invece fatto delle variazioni. Ho infatti sperimentato che farmi un sabato a forza di focaccia di Recco ed una domenica a forza di pizza mi cambia il senso del gusto. Mi resta la bocca impastata (e la battuta in realtà non è voluta).
Già io coi sensi non ci vado più d'accordo, la vista è quella che è, ogni tanto mi accorgo di essere sordastro, non ho mai avuto un grande odorato, il tatto boh. Quindi non è proprio cosa da farsi l'attentare al mio senso del gusto.
Per cui ho preso una decisione. La focaccia l'ho spostata al venerdì sera e la pizza la mantengo per la cena di domenica.
Ieri nel fare la spesa mi son detto: e per oggi che mi prendo? Facile: schiacciata alla pala.
Nelle decisioni che portano dei cambiamenti dovuti al bisogno ho sempre questa incommensurabile coerenza. E me ne meraviglio ogni volta.

05 febbraio 2011

senza esagerare

Quando in casa mi metto a fare l'idraulico non so perché ma alla fine del lavoretto mi sento una persona migliore.
Che sia lo scaricare la pompa dell'autoclave e il successivo ristabilire la pressione giusta col compressorino, o che sia la pulitura del serbatoio dell'addolcitore, alla fine per davvero arriva la sensazione che, finalmente, ho fatto qualcosa di utile per il mondo. E mi sento bene.
Oh, intendiamoci, oggi ho fatto solo la prima delle due cose. Non mi sono mai piaciute le esagerazioni.

02 febbraio 2011

e poi l'imprescindibile balletto indiano

Ho appena visto The Millionaire alla tv. Come mai nessuno mi ha detto che è un film molto bello? Insomma, che ci state a fare se non mi siete utili?
Mi cruccio al sol pensiero di non essere stato preso di peso e portato al cinema quando uscì. Che di sicuro avrei rugato per tutta la strada per la costrizione alle mie libertà costituzionalmente garantite, ma poi all'uscita un grazie mi sarebbe scappato per davvero.
E poi lui è proprio un bel ragazzo.

01 febbraio 2011

colpi risolutivi

Nel giorno in cui la zona di Livorno dove abito è stata letteralmente invasa dai nuovi cataloghi di mondoconvenienza, accolti dal vicinato manco fossero quelli dell'ikea portati da svedesoni in abiti succinti, il destino pare mi abbia lanciato un nuovo segnale.
Lo riassumo così: catalogo mondoconvenienza - camere da letto - materasso - non dormire bene - schiena a pezzi.
Non vorrei esagerare ma dei dolori di schiena così non ne avevo mai provati. Son due giorni che non trovo giovamento neanche a letto. L'unica alternativa di pensiero è tra l'ortopedico e il chiropratico. Salvo abbia escluso per ignoranza il medico specializzato in sostituzione di vertebre dorsali, è che non so come si chiami.
Chi viene a darmi una botta in testa? Insomma, quello che simpaticamente penso spesso degli altri sono disposto ad applicarlo anche a me. Perché far soffrire? Un colpo e tutto si risolve.

29 gennaio 2011

il listino prezzi

Il porcilaio messo in piedi da gente che da tanti anni vive immersa in un senso di impunità, quella iniziata col "facciamo che cazzo ci pare", e continuata col "sono stato eletto dal popolo", si basa su un fondamento: il prezzo al quale ciascuno si può vendere.
Il bravo piazzista, il bravo venditore di tappeti, l'imbonitore, sa cogliere molto spesso questo prezzo.
Per cui vediamo avverarsi quello che in realtà la storia ci avrebbe già insegnato ad evitare. Ma tanto si sa: le analisi storiche sono così pallose.

C'è chi necessita della cancellazione di un mutuo.
C'è chi abbisogna di un posto da parlamentare.
C'è chi si accontenta di un minor posto da consigliere regionale.
C'è chi, più esigente perché più capace evidentemente, ottiene un posto da ministro della Repubblica.
C'è chi deve stare alla direzione di un giornale, non importa se con sospensione dall'ordine.
C'è il funzionario servitore dello Stato che, per quanto dovrebbe conoscere il senso delle istituzioni ed il loro doveroso rispetto reciproco -inteso anche come non invadenza nelle altrui competenze e soprattutto di non lasciar invadere da altri le proprie-, risponde invece a logiche padronali di stampo medievale.
C'è la madre, o il padre, o entrambi i genitori che spingono ragazze minorenni per avere "magari" quelle migliaia di euro, quelle decine di migliaia di euro, quelle "perché te, se sarai veramente brava..." che possono ambire a milioni di euro.
Chi tace o al limite dichiara tutto e niente con toni bassi per aver avuto quelle prebende da centinaia di milioni di euro che faranno tanto comodo, in fondo saranno anche usate a favore dei poveri.

Poi ci sono altri. Dal porcilaio, di cui ho accennato sopra, dovrebbero essere visti come degli alieni da cui diffidare. Anzi no, come dei diversi da emarginare ed allontanare.
Quelli per intenderci che forse lo hanno lo stesso un prezzo a cui farsi comprare. Solo che vuoi per pudicizia, vuoi per dignità -parola che stride se accostata a certe orecchie-, cercano di non farlo capire, di non prestarsi a certi giochi per non cadere nella trappola del "tu padrone, io servo".
Ecco, in questo sta una delle differenze più marcate che dividono la società italiana.
Chi desidera sentirsi cittadino, chi invece vuole sentirsi servo, ché la libertà costa fatica anche solo a pensarla, figuriamoci quanto lo sia a lavorare onestamente.
Quelli insomma che non sono sui listini prezzi del catalogo a premi dove, per vincere quel solo premio, devono vendere tutto il resto, sé stessi compresi.
Quelli cioè che sono migliori, e nettamente.

28 gennaio 2011

per tutti i gusti

Per noi, quelli che passano molto tempo online, soprattutto in siti porno, è stato finalmente completato il puzzle delle possibilità.
Perché il troiaio, per essere completo, abbisogna di numerose varianti. Insomma, ce ne deve essere un po' per tutti i gusti. Scegliete il vostro gusto, elettori e sostenitori. Ma soprattutto, scegliete il vostro ruolo, elettrici e sostenitrici.
Via questo thread su FriendFeed.

27 gennaio 2011

26 gennaio 2011

esser bravo a rugare

Sono tre giorni che mi trascino in uno stato semi influenzale. Addirittura sto andando a letto prima di mezzanotte; cioè voglio dire, non so se si capisce da questo quanto debba essere debilitato per aver ridotto il cazzeggio su internet.
Sono pieno di indolenzimenti, soprattutto alla schiena. Proprio quelli che ti portano del tutto naturalmente a rugare, a fare il lamentoso, a ditelo-come-vi-pare, con chi ti sta affianco. Solo che qui in questo momento, e anche negli altri precedenti, non ho a disposizione il soggetto deputato, quello a cui dire "mi fai un massaggino?", quello a cui affidarsi anche se sai che è ritroso a questi puccismi e che ti potrebbe rispondere con un dolcissimo "non rompere!" soavemente espresso come un rutto.
Invece mi tocca starmene qui, su questa poltrona girevole che sì è pure comoda per sdravaccarcisi sopra ma che ora, coi dolori, si trasforma in una tortura: se trovo una posizione di giovamento per una parte della schiena, dopo un minuto diventa insopportabile per qualche altra.
Il tutto per comunicare urbi et orbi che il mondo è così ingiusto, che io se qualcuno ne avesse dubbio sono un cretino immaturo bravo a fare la ruga, e che poi in realtà mi basta infastidire i miei lettori per trarne, seppur non completo, un giovamento.

22 gennaio 2011

dieta alimentare

Questo è il secondo fine settimana in cui sto sperimentando un cambio nelle abitudini alimentari. Grazie a questo post di Vorreispiegarviohdio l'idea che potessi fare per la prima volta la focaccia di Recco mi è entrata in testa e lì dentro, nel vuoto spinto, ha continuato a rimbalzare conto le pareti interne della mia scatola cranica senza, finora, aver trovato una via di fuga.
Per cui al rito domenicale della bistecca a pranzo e della pizza a cena, ho aggiunto quello della focaccia del sabato.
Chiaramente non mi sono limitato a fare una piccola prova. Già dalla prima volta ne faccio una teglia grande intera. Ma in fin dei conti le possibilità di fare pasti sono svariate. Pranzo, merenda, cena, colazione, ogni occasione si presta.
Forse la cosa è nata più come una curiosità estemporanea ma, non avendo ancora raggiunto la piena soddisfazione da ridicolo perfezionista, ho deciso di continuare a farla anche in futuro. Oggi infatti nel fare la spesa ho preso due crescenze, vuoi mica mi venga lo schiribizzo infrasettimanale.

19 gennaio 2011

comunque ce la faremo, perché l'Italia ha retto

Allora, ho chiesto andando a pranzo dai miei oggi, novità dal puttanaio?
Che troiaiume. Che sudiciume. Ma mica solo il nano ed i suoi accoliti più vicini. Ci sono infatti quelli che hanno una particolare sintonia con questo governo. Quelli che al totofidanzata ragionano a voce alta: magari fosse mia figlia. Le onorevoli del Pdl consigliate di vestire senza scollature, come se questo ne diminuisse la volgarità.
C'è chi propone delle soluzioni. Non male questa, purtroppo per essere efficace non dovrebbe riguardare solo il premier ma un qualche migliaio delle più strette sanguisughe che si trova d'intorno.
Comunque sia, non vorrei trasformare questo post in un vaso di marciume. L'Italia ce la farà comunque. Ha sempre retto.
Concludo con le parole di ieri di Gramellini: per favore, sipario. Diamoci una mano fra tutti e buttiamolo giù questo tendone, proprio addosso al circo.

p.s. il riferimento al 'futuro' dell'Italia è stato ispirato dalla conclusione di questo post.

17 gennaio 2011

anche alla Apple parlano inglese

Non vorrei che l'aurea di innovazione che avvolge l'azienda di Cupertino sia in qualche modo stata estesa anche all'utilizzo della lingua inglese.
Perché nel comunicare la sua nuova pausa, noi qui in Italia potremmo dire più prosaicamente aspettativa per motivi di salute, Steve Jobs non ha introdotto un neologismo. Ha semplicemente detto che il Board of Directors gli ha concesso l'aspettativa.
Ora la Apple è pur sempre un'azienda. E anche se un banale servizio di Tiscali News può riportare una boiata come il board dei direttori, apprendo che pure l'Ansa ha inventato questa nuova tipologia di organo societario.
Ebbene, il Board of Directors non è altro che il nostro banale e a volte sciatto Consiglio di Amministrazione, come da decenni esistenti in entrambe le lingue. Arduo cercare di trovarne il giusto corrispondente in una lingua straniera. Non contenti i nostri giornalisti hanno pure inventato la traduzione parziale: che gli sia venuto lo scrupolo che un Bordo dei Direttori fosse un tantino esagerato?

16 gennaio 2011

cucciolone mio

Quando leggo cose del genere mi incattivisco.
Articolo breve che però paventa fin dall'inizio la trita GBSD: grande boiata sui dinosauri.
Nel leggere periodo per periodo ho sperato che no, l'estensore dell'articolo stavolta doveva aver sicuramente raccolto qualche informazione in più, per cui no, non ci sarebbe cascato.
Che poi l'articolo sarebbe pure leggero, nemmeno scritto male, dà notizia del ritrovamento di un nuovo genere, contiene pure le solite battute a cazzo dell'americano di turno (perché che siano idioti o scienziati, queste battute le fanno spesso) che sarebbe grande come un attuale animale d'appartamento, per tenere lontani i cani. ah. ah. ah.
Ma poi eccola lì, oltre un breve scorrimento della barra laterale. È proprio lei, la fatidica ultima frase. Aahhh!!!!
Il che fa supporre ai ricercatori che gli antenati comuni di tutti i dinosauri fossero piccoli, e alti circa 1 metro.
Il gruppo dei dinosauri è troppo vasto per poter essere pensato come un unicum. Non penso di esagerare troppo se paragono la variabilità che c'era all'interno del gruppo dei dinosauri con quella dei mammiferi, anzi forse sbaglio nel senso che nella nostra classe di appartenenza le differenze sono meno marcate; e nessuno di noi, suppongo, si confronterebbe con un pipistrello.
Ecco, l'esigenza di semplificare questioni più complesse è da sempre opera meritoria fino a quando non si esagera e si snatura il tutto. Pare quasi una condanna per i dinosauri, ma nel nostro immaginario devono essere di grandi dimensioni. Per cui ci sono il Tyrannosaurus rex e il Brontosaurus. Ed è quasi un obbligo meravigliarsi per un animale da 1 metro di altezza.
Non sarà un sacherfire qualsiasi a volervi destare da questi sogni, ma la realtà è in questo caso esattamente all'opposto. I dinosauri erano nella loro generalità di piccole dimensioni, sono restati di piccole dimensioni nel corso del tempo, e sempre nel corso del tempo al loro interno si sono sviluppate delle linee meno numerose con specie aventi individui di grandi dimensioni.
Toh guarda, proprio come noi mammiferi.
Per chiuderla come l'americano dell'articolo: potremmo immaginare che salvo le eccezioni conosciute da tutti, i dinosauri nel loro complesso avrebbero richiamato folle di ragazze invasate davanti ai piccoli: cucciolone mio, maquantoseicarinoooo. Oh! m'hai staccato il mignolo e l'anulare, ma in fin dei conti ti stai solo affilando i dentini. Guardachecariniii!

15 gennaio 2011

con un miliardo di euro di altri

La vittoria del sì al referendum a Mirafiori non mi fa felice. Eppure la rispetto perché è stata la scelta di chi poi vivrà sulla propria pelle quei cambiamenti delle condizioni lavorative.
Partendo dalle aspettative sull'esito del voto condivise da tutte le parti politiche, si parlava di almeno un 60% di sì nelle ipotesi più basse, per arrivare addirittura a immaginare un 80%, quello che mi preoccupa molto è che scientemente nessuna forza politica abbia raccolto la sfida della rappresentanza: tutti a scannarsi, con i soliti sterili distinguo, per conquistarsi posizioni e visibilità per quelli che rappresentano a scrutinio terminato il 54%. Del restante 46% non gli interessa.
O forse sbaglio analisi? Questa scelta non è dovuta ad analisi attente ma bensì a sciatteria. Quella che sorge quando c'è un deserto che sostituisce le capacità di proporre soluzioni di politica economica perché tanto va bene, siamo tutti d'accordo, sull'unica soluzione possibile espressa da un amministratore delegato.
Ma dove vogliamo andare con questi qui? E l'anagrafe non ci aiuta.