13 ottobre 2007

primarie e fiducia

Giorni fa espressi ai miei alcune perplessità sull'andare o no al voto. Tutte erano legate alla mancanza di sincero impegno dei candidati sui temi dei diritti alle persone omosessuali. Ieri l'altro mio padre ha dato per scontato che io comunque andassi a votare. In quell'istante ho visto per la prima volta una netta separazione tra noi per questioni politiche. E' ligio al senso di dovere che fin da ragazzo la parola partito ha in lui suscitato. O anche detta, se vogliamo un altro termine, fedeltà al partito. Io questa fedeltà l'ho conosciuta fin da bambino, ma sempre attraverso lui. Non mi sono mai impegnato direttamente in politica, ma ci sono cresciuto tra sezioni, seggi elettorali, scrutini e referendum. Tante volte sono stato contento di fare il mio dovere di cittadino e sentirmi rassicurato dalla fiducia che riponevo in chi votavo, qualche altra volta -molte meno per fortuna- ci sono andato con poche convinzioni, dando il voto a favore di qualcuno o di qualche idea ma anche contro qualcuno o qualche idea.
Ma stavolta no, non mi va. Eppure lo sento questo richiamo. E mi rendo conto che certi semi che ti vengono inculcati quando sei piccolo tornano sempre a germogliare, e quello della fedeltà al partito è uno dei più potenti. Vincere il richiamo e non recarmi al seggio delle primarie mi pare però naturale; e forse è per questo che stavolta mio padre andrà là come sempre, mentre io me ne starò a casa. Non posso scegliere tra quei cinque candidati che non hanno detto nulla, neanche dietro esplicito invito, a favore delle questioni dei diritti alle coppie di fatto comprese quelle omosessuali. E, badare bene, si sta comunque parlando di indirizzi che deve prendere un singolo partito, non un'intera coalizione di governo. Cioè, prima ancora del trovare un compromesso qui ci hanno, mi hanno, già cancellato. E poi mica solo i miei diritti sono calpestati; di ragioni ce ne sono molte altre. Però AmicaN ha scritto molto meglio di me questa parte.
Non so, alla fine quello che sento che manca è la fiducia. Non c'è né da una parte né da quell'altra, quella capacità di reciproco ascolto e anche di rispetto che sta alla base di un processo democratico. Io che guardo, come ben poche volte ho fatto, ai miei soli interessi, e loro che non ascoltano neppure. I problemi li affrontano solo se hanno già una risposta; nemmeno la risposta, una. Semplicemente basta quella.
Pure un euro devo dare loro?

3 commenti:

lele ha detto...

Sottoscrivo.

Il mì babbo sta cercando di convincermi e lo faraà anche per tutta la giornata di oggi, ma la mia decisione l'ho già presa da un pezzo ormai.

Gabriele ha detto...

Sottoscrivo anch'io. Speriamo poi di saper costruire una valida alternativa...

Anonimo ha detto...

io ho deciso di concentrarmi sui membri della costituente e quindi di votare "a sinistra per veltroni". do loro l'ultima possibilità di fare qualcosa affinché io li voti alle politiche.

panda sfiduciata