30 agosto 2007

essere fortunati

Per alcuni versi sono stato fortunato. Uno di questi è stata la casa. Sì, è vero, ho dovuto aspettare un bel po' prima che morisse mia nonna e che coi proventi della vendita della sua casa ne venisse acquistata un'altra. Ma alla fine, almeno il problema casa non mi è toccato.
Oggi ho letto questo articolo e mi dico: sono stato proprio fortunato. Non solo a non dovermi mettere nelle mani di una banca ma anche nell'aver avuto una famiglia che ha messo la casa ai figli sopra qualsiasi altra cosa.
Conosco persone, amiche e non, che hanno da poco contratto un mutuo o che lo stanno per fare. Certo, non a quelle cifre mensili come nell'articolo. Ma il loro impegno sarà 20ennale, addirittura qualcuno sta optando per uno 30ennale. E la fatidica scelta fisso/variabile è uno dei più grossi problemi ai quali si troveranno mai difronte.
A volte mi sento chiedere dei consigli e per un verso la cosa mi fa piacere, anche perché riesco a tirar fuori tutta la logica e il senso pratico di cui dispongo -e forse per questo è richiesta e apprezzata la mia opinione-, ma per l'altro verso mi sento fuori posto, come se non ci incastrassi niente perché a me questa assunzione di responsabilità e le nottate insonni per il problema del mutuo non sono toccate. E a loro, oltre che i miei auguri sinceri, va tutta la mia ammirazione.

6 commenti:

Typesetter ha detto...

Non so se mi sentirei fortunata a possedere una casa in Italia. In altri paesi è facile e rapido vendere e ricomprare altrove, qui è una gran emicrania. E delle case mi stufo in fretta. Credo che, dal mio punto di vista, per me sia una fortuna maggiore che in casa mia nessuno posieda una casa a cui vincolarmi. Meglio l'affitto. Se si trovasse a cifre umane.

Andrew ha detto...

Type...a parità di "prezzo", visti i prezzi degli affitti credo che addossarsi un mutuo per aver qualcosa di proprio sia più sensato.

Ho dei genitori che sin dal giorno dopo il matrimonio, ormai 22 anni fa, quando i tassi eran veramente a livello di strozzinaggio, fecero dei sacrifici per la casa.

Ora fanno un nuovo sforzo e lo fan per me e mio fratello visto che, dopo la pensione c'è un'altra casa altrove ad aspettarli...

Non faccio propaganda al mattone per interessi professionali, tanto non so se il mio futuro sarà mai quello per cui studio o se sarà qui...anzi certamente non lo sarà...

Ma se c'è una delle poche cose che riesco ad immaginare del mio futuro...è una casa...

Magari è anche una questione culturale, chissà...non son sicuri che altrove sian legati in maniera così viscerale ai loro "nidi" come lo è la maggior parte di noi...

giuseppeg ha detto...

Secondo me caro Sacher noi abbiamo avuto una bella botta di fortuna con la C maiuscola. Per rispondere a Typer...Mi ritengo fortunato ad avere una casa e basta

Typesetter ha detto...

A parità di prezzo, preferisco l'affitto che non mi vincola. Se possedessi una casa, onestamente, la considererei solo per il capitale che rappresenta, non come un luogo in cui vivere. Ripeto, sarebbe diverso in altri paesi, dove il mercato è vivace e puoi vendere in ogni momento: in quei contesti, per chi vive la casa come faccio io, è conveniente comprare e poi rivendere. Qui in italia, con il mercato moribondo che c'è, comprare una cas significa mettersi una palla al piede per la vita: a questo punto preferisco spendere di più ma tenermi la mia libertà.

Anonimo ha detto...

con gli affitti che ci sono, secca, meglio il mutuo.
e alla fine - o anche a metà, le case si vendono! - dell'esborso (con rata mensile molto più bassa che un qualsiasi affitto) qualcosa ti resta.

sempre a patto di avere dei soldi da investire all'inizio, chiaro.
a proposito: grazie, nonna elda :)

panda

laragazzablu ha detto...

"preferisco spendere di più ma tenermi la mia libertà.

questo è un grande privilegio. per pochissimi. sei fortunata...